Sicurezza
Espulso egiziano pro Isis «Inneggiava alla jihad»
Su Facebook e on line aveva postato proclami a sostegno del Califfato Era in provincia da qualche giorno dove voleva avviare un’attività commerciale
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PISA. Era venuto in provincia per avviare un’attività commerciale. Nessuna missione da apripista per formare una cellula pro Isis. Quello che, però, aveva scritto e condiviso online all’epoca in cui viveva a Roma era stato intercettato dai servizi di intelligence della polizia che, dopo aver messo in fila una serie di like e testi attribuiti all’aspirante terrorista da tastiera, è arrivata alla conclusione che il 41enne egiziano era un pericolo per lo Stato. E il ministro dell’Interno Marco Minniti ieri mattina ha firmato il decreto di espulsione. Bloccato a Pontedera giovedì (ma la notizia è stata diffusa solo ieri) dalla Digos di Pisa con quella romana, l’egiziano è stato imbarcato e ora si trova nel suo Paese d’origine.
È un altro caso (vedi box a lato) di seguace dell’Isis identificato ed espulso solo per aver manifestato le proprie convinzioni a favore dei terroristi islamici.
Il 41enne già in passato era stato sospettato di essere vicino ad ambienti estremisti. Nessuna azione diretta, ma quella propaganda spinta e l’odio verbale e scritto prolungati nel tempo hanno convinto gli investigatori che l’egiziano rappresentasse un pericolo per l’Italia. Di qui il provvedimento di espulsione arrivato dopo «un articolato servizio di osservazione svolto dalle Digos di Roma e Pisa».
L'uomo è stato segnalato dai servizi di intelligence per il suo attivismo sul web. La successive verifiche hanno confermato la sua convinta adesione al jihadismo e il suo supporto allo “Stato Islamico”. L'egiziano aveva postato e condiviso con utenti dello stesso orientamento ideologico contenuti apologetici del leader Abu Bakr Al Baghdadi e proclami inneggianti alla conquista di Roma ad opera del califfato.
«In ragione degli indicatori di pericolosità rilevati - si legge nella nota - è stato emesso nei suoi confronti un provvedimento di espulsione del ministro dell'Interno per motivi di sicurezza dello Stato».
Spiegano alla Digos pisana, diretta da Adelaide Vigorita: «Allo stato attuale non abbiamo motivo di ritenere che l’egiziano fosse arrivato a Pisa per ragioni legate all’origine dell’espulsione».(p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È un altro caso (vedi box a lato) di seguace dell’Isis identificato ed espulso solo per aver manifestato le proprie convinzioni a favore dei terroristi islamici.
Il 41enne già in passato era stato sospettato di essere vicino ad ambienti estremisti. Nessuna azione diretta, ma quella propaganda spinta e l’odio verbale e scritto prolungati nel tempo hanno convinto gli investigatori che l’egiziano rappresentasse un pericolo per l’Italia. Di qui il provvedimento di espulsione arrivato dopo «un articolato servizio di osservazione svolto dalle Digos di Roma e Pisa».
L'uomo è stato segnalato dai servizi di intelligence per il suo attivismo sul web. La successive verifiche hanno confermato la sua convinta adesione al jihadismo e il suo supporto allo “Stato Islamico”. L'egiziano aveva postato e condiviso con utenti dello stesso orientamento ideologico contenuti apologetici del leader Abu Bakr Al Baghdadi e proclami inneggianti alla conquista di Roma ad opera del califfato.
«In ragione degli indicatori di pericolosità rilevati - si legge nella nota - è stato emesso nei suoi confronti un provvedimento di espulsione del ministro dell'Interno per motivi di sicurezza dello Stato».
Spiegano alla Digos pisana, diretta da Adelaide Vigorita: «Allo stato attuale non abbiamo motivo di ritenere che l’egiziano fosse arrivato a Pisa per ragioni legate all’origine dell’espulsione».(p.b.)
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