Il dolore
SONO STATA COSTRETTA A LICENZIARMI
Vostra Eccellenza Reverendissima, le scrivo per ringraziarla della Sua riflessione riportata dalla stampa, in occasione della Santa Pasqua e al lavoro durante le festività. A tal riguardo vorrei...
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Vostra Eccellenza Reverendissima, le scrivo per ringraziarla della Sua riflessione riportata dalla stampa, in occasione della Santa Pasqua e al lavoro durante le festività. A tal riguardo vorrei presentarmi per raccontarle la mia storia. Mi chiamo Rachele Compare, e per 18 anni ho lavorato come commessa in negozi di abbigliamento in un centro commerciale di Pisa, con orari massacranti, ogni giorno comprese tutte le domeniche e le festività, fino a quando è arrivata mia figlia, Rebecca. Lavorando a ritmi sfrenati di 40 ore settimanali con un solo giorno di riposo(mai la domenica), non riuscivo a poter stare con la mia famiglia e a crescere mia figlia in modo sereno e presente. Vivevo solo per lavorare, privandomi di poter trascorrere una domenica al parco con mia figlia o di qualsiasi cosa bella la vita ci riservasse, perchè dovevo correre, correre e snervarmi e tutto questo per lavorare! Mi sono fermata a riflettere e un giorno di qualche mese fa (novembre scorso), ho deciso di licenziarmi per poter adempiere al ruolo di madre, perchè i diritti di mamma lavoratrice mi sono stati negati. Non trovo giusto dover scegliere se fare la madre o lavorare, ma credo basterebbe frenare questa sete di profitto, dando un giro di chiave alle aperture h24 e festive che negli ultimi anni ci stanno esasperando, perdendo i valori della vita e impoverendo le nostre anime. Spero le mie parole possano essere fare da monito su una situazione devastante per molte donne lavoratrici e mamme che come me hanno vissuto o vivono questo disagio.
Rachele Compare
consigliera del Ctp5
Rachele Compare
consigliera del Ctp5
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