Attenzione
Salva giocatore avversario dopo uno scontro
L’ex capitano del Pisa Lido Malasoma è prontamente intervenuto dalla panchina ripensando ad un analogo episodio del 1995
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PISA. Se oggi il 23enne centrocampista Federico Sardini può esultare su Facebook per la vittoria del suo Candeglia nella Coppa Toscana di Prima categoria, lo deve all’allenatore del Fornacette che i pistoiesi hanno battuto nella finale dell’altro pomeriggio a Firenze. È stato grazie all’ex capitano del Pisa Lido Malasoma, infatti, che il giocatore (che nella vita fa il tecnico di computer e che abita a Santomato di Pistoia) è riuscito a uscire con le proprie gambe dal campo dopo uno scontro aereo con un avversario che lo aveva riportato a terra privo di sensi. Il classico caso da lingua rovesciata che ostruiva le vie respiratorie, che il tecnico ha saputo ribaltare in una storia a lieto fine, mentre tutti intorno si mettevano le mani nei capelli, pietrificati dalla paura.
A un quarto d’ora dalla fine della gara, terminata con i calci di rigore a oltranza, Sardini è saltato scontrando la testa con quella di un avversario. «Ricadendo ha sbattuto contro la scarpa del mio giocatore - racconta l’allenatore - ed è rimasto a terra immobile. Il mio secondo, Manuel Simonetti, è scattato in piedi correndo verso il centro del campo e quando è arrivato vicino al ragazzo ha gridato subito di metterlo su un fianco. Io gli sono andato dietro, ma ho capito subito che la situazione era grave. Il problema è che nessuno faceva niente, salvo disperarsi o dirgli di non mollare».
Proprio grazie alla sua esperienza Malasoma ha trovato la forza d’intervenire. «La scena che avevo davanti era la stessa del 1995 quando, in un Piombino-Pisa, Alessandro Baroni rimase vittima di un infortunio simile. Gabriele Bandelli, il massaggiatore dell’epoca della rinascita del Pisa dopo il fallimento della società guidata da Romeo Anconetani, fece la manovra che salvò la vita al mio compagno - ricorda l’allenatore -. Così, memore di quell’episodio e con l’aiuto del massaggiatore dei pistoiesi, ho infilato la mano in bocca al ragazzo cercando la lingua».
«Non ricordo niente di quei momenti - racconta il ragazzo - So che mio padre, Mauro, è entrato in campo disperato». Attimi interminabili, ma alla fine Malasoma è riuscito ad afferrare la lingua di Federico che, a quel punto, ha dato un colpo di tosse tornando a respirare. «Lui poi è uscito con le sue gambe dal campo, salutato dagli applausi del pubblico - dice ancora il tecnico - Io ho ripensato a quegli attimi interminabili solo alla fine». I due ieri mattina si sono sentiti per telefono. «Sono uscito dall’ospedale alle 11 e dopo un’ora ho chiamato il mister - spiega Sardini - Ho voluto farmi raccontare tutto per filo e per segno. E alla fine l’ho ringraziato per quello che aveva fatto. Senza di lui sarei morto. Gli sarò per sempre riconoscente».
Malasoma, dopo la sconfitta, è tornato a casa dai suoi bambini: «Avevo promesso loro la coppa. Ed ero dispiaciuto». Ma quando ha raccontato quello che era successo, i figli lo hanno ripagato con baci e abbracci.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A un quarto d’ora dalla fine della gara, terminata con i calci di rigore a oltranza, Sardini è saltato scontrando la testa con quella di un avversario. «Ricadendo ha sbattuto contro la scarpa del mio giocatore - racconta l’allenatore - ed è rimasto a terra immobile. Il mio secondo, Manuel Simonetti, è scattato in piedi correndo verso il centro del campo e quando è arrivato vicino al ragazzo ha gridato subito di metterlo su un fianco. Io gli sono andato dietro, ma ho capito subito che la situazione era grave. Il problema è che nessuno faceva niente, salvo disperarsi o dirgli di non mollare».
Proprio grazie alla sua esperienza Malasoma ha trovato la forza d’intervenire. «La scena che avevo davanti era la stessa del 1995 quando, in un Piombino-Pisa, Alessandro Baroni rimase vittima di un infortunio simile. Gabriele Bandelli, il massaggiatore dell’epoca della rinascita del Pisa dopo il fallimento della società guidata da Romeo Anconetani, fece la manovra che salvò la vita al mio compagno - ricorda l’allenatore -. Così, memore di quell’episodio e con l’aiuto del massaggiatore dei pistoiesi, ho infilato la mano in bocca al ragazzo cercando la lingua».
«Non ricordo niente di quei momenti - racconta il ragazzo - So che mio padre, Mauro, è entrato in campo disperato». Attimi interminabili, ma alla fine Malasoma è riuscito ad afferrare la lingua di Federico che, a quel punto, ha dato un colpo di tosse tornando a respirare. «Lui poi è uscito con le sue gambe dal campo, salutato dagli applausi del pubblico - dice ancora il tecnico - Io ho ripensato a quegli attimi interminabili solo alla fine». I due ieri mattina si sono sentiti per telefono. «Sono uscito dall’ospedale alle 11 e dopo un’ora ho chiamato il mister - spiega Sardini - Ho voluto farmi raccontare tutto per filo e per segno. E alla fine l’ho ringraziato per quello che aveva fatto. Senza di lui sarei morto. Gli sarò per sempre riconoscente».
Malasoma, dopo la sconfitta, è tornato a casa dai suoi bambini: «Avevo promesso loro la coppa. Ed ero dispiaciuto». Ma quando ha raccontato quello che era successo, i figli lo hanno ripagato con baci e abbracci.
Andreas Quirici
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