Il Tirreno

Pisa

ambiente

Primo coro di no per le biomasse in zona Ospedaletto

di Carlo Venturini
Un impianto alimentato a biomasse
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Un impianto alimentato a biomasse

Assemblea per discutere e avere garanzie sull'arrivo dell'impianto

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PISA. Rieccola. Si spegne da una parte, e si accende da un’altra. È la centrale a biomassa di cippato che, bloccata a furor di popolo in quel di Coltano, spunta a Ospedaletto. Mercoledì sera c’è stata una assemblea pubblica, molto partecipata e indetta dal Ctp 3, sul casus belli del sì o no alla centrale a biomassa. Ovviamente, il no ha prevalso. Un no molto argomentato anche se riconducibile al vecchio adagio del “qui l’aria è già insalubre, fatela da un’altra parte”. E non hanno tutti i torti, i residenti di Ospedaletto ben rappresentati da alcuni membri del Ctp3 come Marco Biondi. «Qui c’è già un inceneritore, c’è lo stabilimento della Teseco, ci sono gli aerei che ci passano sulla testa, c’è il campo rom dove ogni sera, si bruciano rifiuti come i corrugati per estrarci il rame». La centrale è stata spostata solo un po’ più in là, rispetto a quella a Coltano, fuori dai confini del Parco di San Rossore, fuori da regole rigide per ottenere via libera e permessi. Tant’è che i permessi li ha già ottenuti, almeno quelli della Regione. È stata spostata in via Caligi che è proprio una strada di confine tra Coltano e Ospedaletto. «Ma come? Tre chilometri più in là, non andava bene, ed invece qui, sì, va bene?» dicono alcuni residenti della zona. Coltano ha avuto gioco non facilissimo ma forse più facile per levarsi di torno la centrale. Lì c’è quel capolavoro di Villa Medicea, ristoranti, ristorantini, circoli, bar e aziende agricole e turistiche. Ospedaletto, dalla sua, può solo “vantare” che la zona è già abbastanza inquinata. Tant’è che il Cnr pisano e l’Istituto di Fisiologia clinica sempre del Cnr, da tempo stanno conducendo un’indagine epidemiologica su indicazione del Comune. L’amministrazione però, la lezione di Coltano l’ha digerita perché questa volta, si è aperto un percorso partecipato. «Non abbiamo incontrato i cittadini con una scelta già in tasca — dice l’assessore Ylenia Zambito — nessuno ha deciso nulla anzi c’è bisogno di nuove assemblee magari con esperti del settore e dell’Arpat» . Il progetto privato della centrale a biomassa, sarà discusso in giunta. «Non abbiamo una tempistica ben precisa perché la politica non se la pone su questi argomenti — dice Zambito — e quindi non possiamo dare una calendarizzazione dei prossimi passi».

Ramona Bacciarelli del Ctp3 dice: «Se la centrale è sicuramente tecnologica e con emissioni basse e controllate, non si è tenuto conto del contesto in cui si va a insediare, un contesto dove c’è già un inceneritore che doveva essere chiuso e che invece, ogni tanto, emette dei fiumi rosa del tutto inquietanti» . Dopo aver incendiato di polemiche Coltano e costretto l’amministrazione comunale ad una ritirata lampo sull’ipotesi di un impianto a un passo dalla villa Medicea, i privati sono tornati alla carica con il progetto di una centrale a biomasse. Il problema è anche politico con spaccature all’interno del Pd e con i gillini che pochi giorni fa, dichiararono attraverso la consigliera Valeria Antoni: «Sono comunque di piccoli inceneritori. Seppure si tratti di rinnovabili, non si può dire non ci siano dei rischi» .

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