Toscana
Nasce il movimento “Pensare Pisa” di Tiziana Duè
PISA. Nasce il nuovo movimento “Pensare Pisa”, un gruppo di cittadini «stanchi di subire le politiche fatte dalla sinistra negli ultimi 40 anni che hanno ridotto la città così come la vediamo,...
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PISA. Nasce il nuovo movimento “Pensare Pisa”, un gruppo di cittadini «stanchi di subire le politiche fatte dalla sinistra negli ultimi 40 anni che hanno ridotto la città così come la vediamo, afflitta da moltissimi problemi non risolti perché affrontati male, con disinteresse, con superficialità». Il movimento si definisce trasversale e apartitico e intende trovare soluzioni alternative ai problemi più sentiti dalle persone, primo fra tutti la mancanza di sicurezza. L’obiettivo è quello di «riunire intorno a un tavolo di trattativa tutte le forze politiche liberali/moderate di opposizione per invitarle a presentarsi alle prossime elezioni in forma di coalizione con un unico candidato sindaco condiviso, per poter vincere e dare finalmente un’alternativa di governo alla città». Alla prima riunione del neo movimento, che si è svolta il 5 aprile nella sala riunioni del Cpt 6, erano presenti circa cinquanta persone. È previsto un incontro al mese su vari temi e il prossimo sarà entro il 15 maggio. La fondatrice di “Pensare Pisa” è la dottoressa Tiziana Duè, nata a Pavia ma residente a Pisa da 45 anni. Dopo la laurea in Lingue all’Università di Pisa è diventata imprenditrice in vari settori, occupandosi nel contempo di problematiche sociali. Sposata con l’avvocato Enrico Pappalardo, scomparso nel 2015 all’età di 59 anni, Tiziana Duè è mamma di Anna, studentessa al quarto anno di Giurisprudenza. «Non faccio politica nel senso classico del termine ma nel suo senso letterale, occuparsi della città dal greco “polis”— spiega al nostro giornale — Il movimento non è l’ennesima lista civica e io non ho ambizioni politiche e non voglio essere identificata con un partito. Questo deve essere chiaro. “Pensare Pisa” vuole raccogliere tutte le persone che sono stanche di subire passivamente decisioni sulla gestione della città che da 70 anni ha ridotto Pisa così come la vediamo. Cittadini che condividano le stesse problematiche, le stesse preoccupazioni, la stessa difficoltà di vivere in un posto nel quale non si ritrovano più, amministrati da forze politiche che non li rappresentano. I cittadini devono riappropriarsi della loro città, tornare a essere protagonisti nella gestione del territorio, che deve essere fatta su misura per ritrovare una città in cui sia bello vivere».
Daniela Salvestroni
Daniela Salvestroni
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