Il Tirreno

Pisa

Maxi evasione sulle multe Solo 4 pisani su 10 le pagano 

di Valentina Landucci
Maxi evasione sulle multe Solo 4 pisani su 10 le pagano 

Il dato emerso in occasione della presentazione del bilancio consuntivo 2016 che conferma però il buono stato di salute del Comune: ridotto ulteriormente il debito

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PISA. La notizia è di quelle buone ma da dire sottovoce: i conti del Comune vanno bene tanto da poter fare a meno dell’incasso delle multe. Situazione rassicurante - nel senso che l’amministrazione «non ha bisogno di “far cassa” con le sanzioni» come spiega l’assessore al bilancio Andrea Serfogli - ma solo a metà. Perché comunque, riferiscono i dati di bilancio, 6 pisani su 10 a fronte di una multa per divieto di sosta, accesso abusivo in ztl, eccesso di velocità e così via non pagano. Per le sanzioni elevate nel corso del 2016 l’amministrazione ha incassato “solo” il 40% delle cifre dovute: 4 milioni e 331mila euro e spiccioli riscossi su un totale di oltre 10 milioni complessivi. E la differenza? Si vedrà a suon di ingiunzioni di pagamento.
Il dato è emerso a margine della presentazione del bilancio consuntivo 2016 che entro fine mese sarà approvato dal consiglio comunale. Un buon bilancio, stando ai numeri, che si chiude con un risultato di amministrazione (quello che fino a qualche tempo fa si chiamava avanzo) di poco più di 20 milioni, sette e mezzo dei quali da destinare ad investimenti insieme ad un ulteriore quota, 4 milioni e 300mila, non vincolati e quindi spendibili sia per investimenti che per spese correnti non ripetibili. Dove e come? Saranno le prossime variazioni di bilancio a definirlo. «Il debito del Comune si è ridotto - spiega Serfogli, affiancato dal dirigente del settore, Claudio Sassetti - meno di 30 milioni di euro. Le entrate previste nel bilancio di previsione sono tutte confermate con scostamenti minimi. E abbiamo conseguito risparmi significativi sul versante della spesa». In numeri il 2016 si chiude con entrate pari a 135 milioni e uscite per le spese pari a 108 milioni. Rispetto alle entrate tributarie Pisa ha incassato di più per la tassa di soggiorno (un milione e 900 mila euro complessivi, 300mila in più del previsto). Ed una bella iniezione di euro (5 milioni e 641mila euro) è arrivata dal recupero dell’evasione. Segno meno, rispetto all’anno precedente ma comunque in linea con le previsioni di bilancio, per gli oneri di urbanizzazione «che seguono dinamica di crisi del mercato edilizio» commenta Serfogli. Cresce invece l’utile per il Comune dalle partecipazioni nelle aziende pubblico-private (come Toscana Energia e Toscana Aeroporti): a fronte di una previsione di un milione di euro si è superata quota 1 milione e 600mila.
«Rispettiamo i vincoli di finanza pubblica - commenta ancora Serfogli - Potremmo accendere nuovi mutui ma gli spazi finanziari non ci consentono di impegnare più di quello che già abbiamo». Insomma non si ricorrerà ad ulteriore indebitamento per gli investimenti.
Tra i dati più significativi c’è l’incremento del fondo cassa (da 41 a 48 milioni di euro). E uno dei motivi di vanto, per l’assessore, è l’andamento dei pagamenti: «Abbiamo ulteriormente ridotto l’indice relativo alla tempestività con la quale il Comune paga i propri fornitori - spiega - nel primo trimestre del 2017 siamo scesi sotto i 30 giorni. Nel 2016 la media è stata di 32».
Infine il fronte della spesa: la parte del leone la fanno i costi dei servizi (60 milioni, 27 dei quali solo per il contratto di servizio per i rifiuti) seguiti dal personale (28 milioni). Ambito, quest’ultimo, che ha subito una sostanziosa cura dimagrante negli anni non sempre a vantaggio della collettività e della qualità dei servizi. E in proposito Serfogli promette: «Qualche assunzione ci sarà, faremo il massimo possibile per mantenere gli attuali livelli di personale».

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