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Pisa

Ecco la sicurezza 4.0: un algoritmo per prevedere rapine, furti e aggressioni

di Mario Neri
Ecco la sicurezza 4.0: un algoritmo per prevedere rapine, furti e aggressioni

Il Cnr metterà a punto la formula per dotare la polizia in città di un software che sfrutterà le mappe di Google orientando le volanti sulla base del rischio di reati. Lo utilizzano già i poliziotti in California: in gergo lo chiamano Predator e ha ridotto i crimini di un quarto

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PISA. No, non vedrete nessun Tom Cruise pisano arrivare sul luogo del delitto prima che il delitto si compia, arrestare il criminale prima che un criminale lo diventi. «Non abbiamo ancora la possibilità di consultare un oracolo, di costruire il nostro Minority Report - dice Fabrizio Nocita - ma fra poco avremo un sistema che ci aiuti a prevenire i reati». Trentuno anni, in città è capo delle volanti, da poco anche capo di gabinetto della questura e da qualche settimana l’ideatore di un progetto che potrebbe rivoluzionare il modo con cui le forze dell’ordine orientano uomini e mezzi in città per il controllo del territorio.

Dopo l’approvazione del decreto Minniti, è stato lui a proporre al questore Alberto Francini l’idea di dotare la polizia di un algoritmo, un cervellone capace di fiutare un furto, una rapina, annusare gli spostamenti di ladri, banditi o brutti ceffi studiandone i bersagli per provare così ad anticiparli. Così da settimane, Nocita fa la spola fra via Lalli e via Moruzzi, sede del Cnr di Pisa. Saranno gli informatici della cittadella dei numeri primi pisani ad elaborare i modelli matematici per far funzionare il cervellone anti-ladri. Un progetto di sicurezza 4.0 utile ad abbattere i crimini in città, l’ha definito qualche giorno fa Francini alla festa della polizia. Un nome ancora non c’è, almeno italiano. O meglio: «È ancora top secret», dice Nocita. Ma c’è un modello, si chiama PredPol: Predictive Policing software e l’ha costruito l’Università della California. Nei commissariati di Los Angeles è una realtà da almeno tre anni e quell’acronimo i “cop” lo sciolgono alla loro maniera, lo chiamano il predatore. E da quando Predator compare sui display delle auto della polizia della valley, i furti nelle abitazioni sono diminuiti del 25 per cento, le aggressioni addirittura del 33 per cento.

«Vorremmo far correre l’algoritmo su Google Maps — spiega Nocita — Immaginate le mappe digitali quando percorrete un tragitto da un punto ad un altro. Grazie alle georeferenziazione dei cellulari, Google disegna lo stradario colorandolo di rosso, giallo e verde in base alla mole di traffico che incontreremo sul nostro percorso, suggerendoci perfino vie alternative. Ecco, l’idea è di sfruttare proprio quel meccanismo e dotare i cruscotti delle volanti di dispositivi su cui i colori non indichino più strade più o meno ingolfate, ma il rischio di incidenza dei reati, in particolare di furti e rapine».

Ma come riuscirci? Utilizzando i dati storici acquisiti via via dalla questura sull’incidenza dei crimini, sui luoghi presi di mira, gli orari in cui i malviventi sono andati a segno, incrociandoli con big data da acquisire da più fonti digitali e banche dati. Insomma una sorta di sistema operativo capace di frullare un flusso di informazioni enorme, fare da foce e diga in una corrente magmatica di segnali da sintetizzare per produrre allerta dettagliati: georeferenziazione dei telefonini, traffico, videosorveglianza, social media, numero di negozi presenti in un quartiere del centro o in periferia, caratteristiche sociali, demografiche e urbanistiche, fino alle condizioni di luce e climatiche di una determinata area. Gli informatici del Cnr dovranno provare a far dialogare tutto questo per riprodurlo su una mappa divisa in quadranti di rischio magari su un display di un tablet.

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«Sì, esatto — spiega Nocita — Illuminazione e condizioni del tempo possono apparire ininfluenti, ma sono fondamentali per un ladro o un rapinatore. Se a Pasqua dello scorso anno in città pioveva è molto probabile che non ci siano stati colpi in abitazione, se invece quest’anno ci sarà il sole, alcune strade sensibili potrebbero essere prese di mira per il mini esodo verso Marina. Oppure: una sabato sera di pioggia in centro sarà molto meno a rischio scippi, dato che molte delle potenziali “prede” rimarranno a casa».

Al Cnr i coordinatori del progetto sono il presidente Domenico Laforenza e il direttore Ottavio Zirilli. Ma per ora siamo agli albori. Gli studiosi devono ancora accedere ai database della questura e studiare una tabella di marcia. Difficile dire quanto tempo ci vorrà per avere il PredPol pisano. «Il decreto Minniti ci dà questa possibilità - dice Francini - Prevede per la Polizia di Stato di aprire partnership e contratti con soggetti pubblici o misto pubblico-privato su progetti utili a migliorare la nostra operatività e gli standard di sicurezza sul territorio».

Ma attenzione, Nocita avverte: non sarà l’algoritmo a dominare le mosse della polizia. «Ce ne avvarremo come un supporto. Può essere uno strumento importante, ma non potrà sostituire l’esperienza e l’intuito di un poliziotto o un investigatore, solo aiutarlo a capire dove tenere alta la guardia e magari concentrare in un dato momento le risorse, dato che la formula dovrebbe prevedere che la mappa del rischio sia aggiornata ora dopo ora, minuto dopo minuto».

Anche l’algoritmo, insomma, qualche volta potrà prendere un granchio. E chissà che poi anche i ladri non si attrezzino e se ne procurino uno per fiutare e dribblare Predator.


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