Stefano Landucci (Green Italia-Possibile)
«Dubbi sulla figura del pedagogista nel bando comunale»
PISA. Il Comune di Pisa ha bandito un concorso per funzionario pedagogista. In Italia per tale profilo ogni Regione ha una legislazione diversa. Però ora è in dirittura d’arrivo una proposta di legge...
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PISA. Il Comune di Pisa ha bandito un concorso per funzionario pedagogista. In Italia per tale profilo ogni Regione ha una legislazione diversa. Però ora è in dirittura d’arrivo una proposta di legge che tende ad armonizzare il settore educativo e la sua funzione all’interno dei servizi. Tale proposta vede come prima firmataria Vanna Iori del Pd. Alla luce di questi sviluppi, ad esprimere perplessità sul bando comunale è in consigliere Stefano Landucci (Green Italia-Possibile), che dice: «E’ anomalo che il Comune a maggioranza Pd non segua questa strada».
«La mancanza di definizione del ruolo dell’educatore e del pedagogista - ha sottolineato nel dibattito in Senato il presidente Apei (Associazione Pedagogisti e educatori italiani) Alessandro Prescindaro - ha portato, oltre ad episodi di cronaca incresciosi di maltrattamenti di minori e disabili, anche alla conflittualità attuale tra chi, approfittando degli spazi vuoti, adduce ad improbabili equipollenze pur di dare risposta a chi è alla disperata ricerca di lavoro».
«Ecco perché, leggendolo, il bando del Comune, pur non avendo nulla da eccepire da un punto di vista normativo, vedi il rimando al Regolamento della Regione Toscana n. 33/2014, non mi convince», spiega Landucci. «Sarebbe stato molto più significativo e coerente riprendere quanto viene definito nella proposta di legge, dove la figura del coordinatore pedagogico è frutto di un percorso formativo ben definito che fa esplicito riferimento al percorso di studi in Scienze della Formazione, e non in un ambito generico, così come il regolamento regionale definisce. In una realtà come quella pisana, tristemente attraversata da episodi incresciosi nell’ultimo periodo, darsi le maggiori garanzie è sintomo di maturità istituzionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«La mancanza di definizione del ruolo dell’educatore e del pedagogista - ha sottolineato nel dibattito in Senato il presidente Apei (Associazione Pedagogisti e educatori italiani) Alessandro Prescindaro - ha portato, oltre ad episodi di cronaca incresciosi di maltrattamenti di minori e disabili, anche alla conflittualità attuale tra chi, approfittando degli spazi vuoti, adduce ad improbabili equipollenze pur di dare risposta a chi è alla disperata ricerca di lavoro».
«Ecco perché, leggendolo, il bando del Comune, pur non avendo nulla da eccepire da un punto di vista normativo, vedi il rimando al Regolamento della Regione Toscana n. 33/2014, non mi convince», spiega Landucci. «Sarebbe stato molto più significativo e coerente riprendere quanto viene definito nella proposta di legge, dove la figura del coordinatore pedagogico è frutto di un percorso formativo ben definito che fa esplicito riferimento al percorso di studi in Scienze della Formazione, e non in un ambito generico, così come il regolamento regionale definisce. In una realtà come quella pisana, tristemente attraversata da episodi incresciosi nell’ultimo periodo, darsi le maggiori garanzie è sintomo di maturità istituzionale».
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