Sicurezza
Cyberbullismo a scuola vittima un ragazzo su tre
I dati sul fenomeno racchiusi in una ricerca illustrata all’Hotel Bagni di Pisa La serata è stata promossa dal Rotary Club Pacinotti. «L’importante è parlare»
2 MINUTI DI LETTURA
SAN GIULIANO TERME. Il bullismo e il cyberbullismo sono sempre più presenti tra i banchi di scuola e, in generale nella società moderna, e coinvolgono un numero crescente di bambini e adolescenti con conseguenze gravissime a livello psichico e fisico nelle vittime.
Conoscere e riconoscere è l’unico strumento vincente per contrastare un fenomeno che coinvolge vari settori della società: dalle forze dell’ordine agli esperti legali, dagli operatori scolastici agli psichiatri, psicologi ed assistenti sociali. In questo senso il Rotary Club Pacinotti ha deciso di promuovere, nell’ambito di un progetto distrettuale regionale, un precorso triennale di studio del fenomeno. L’altra sera all’Hotel Bagni di Pisa di San Giuliano la presentazione ufficiale dei primi risultati di questo progetto nel corso di un convegno promosso dal Rotary Pacinotti che ha visto la presenza del questore Alberto Francini, della professoressa Liliana Dell’Osso, direttore della Clinica Psichiatrica dell’Università di Pisa, del prof Luigi Sebastiani, dirigente Miur di Pisa e di un funzionario della polizia postale, oltre a tre soci “Pacinotti” che compongono la commissione che ha portato avanti il progetto: Renato Bandettini, Pierangelo Magnavacca e Maurizio Cordoni, a loro il compito di illustrare i risultati di uno studio condotto nelle scuole pisane medie inferiori dimostrando la vera entità del fenomeno che oscilla intorno al 30% dei ragazzi. A fare gli onori di casa è stato il presidente del Rotary Pacinotti, professor Andrea Nannipieri, che ha parlato di un problema purtroppo molto diffuso anche tra gli adolescenti pisani. Hanno quindi preso la parola la prof Dell’Osso che ha inquadrato il problema da un punto di vista clinico, valutando il fenomeno anche dall’aspetto dell’evoluzione psicopatologica futura dei ragazzi coinvolti e il questore Francini. Quest’ultimo ha fornito un contributo interessante, sotto il profilo sociale, corredato da filmati informativi da portare nelle scuole. L’obiettivo è importante, come sottolineato dallo stesso Nannipieri.
«Come club — ha detto infatti il presidente — è quello di portare avanti un progetto che possa essere utile a tutti i ragazzi pisani, ma soprattutto a coloro che sono vittime di questo odioso fenomeno. È nostra intenzione, come club, organizzare un team multidisciplinare che dovrà formalizzare una specie di protocollo di comportamento da tenere nei confronti del fenomeno, tutto questo coinvolgendo i ragazzi e responsabilizzandoli attraverso mostre fotografiche e rappresentazione teatrali che facciano prendere coscienza ai cosiddetti “spettatori passivi” dei fenomeni». Un progetto che vedrà coinvolti anche medici e insegnanti. «Perché l’importante è parlare — ha detto il dottor Cordoni — in una società dove i giovani sono sempre più fragili e privi di punti di riferimento».
Roberta Galli
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Conoscere e riconoscere è l’unico strumento vincente per contrastare un fenomeno che coinvolge vari settori della società: dalle forze dell’ordine agli esperti legali, dagli operatori scolastici agli psichiatri, psicologi ed assistenti sociali. In questo senso il Rotary Club Pacinotti ha deciso di promuovere, nell’ambito di un progetto distrettuale regionale, un precorso triennale di studio del fenomeno. L’altra sera all’Hotel Bagni di Pisa di San Giuliano la presentazione ufficiale dei primi risultati di questo progetto nel corso di un convegno promosso dal Rotary Pacinotti che ha visto la presenza del questore Alberto Francini, della professoressa Liliana Dell’Osso, direttore della Clinica Psichiatrica dell’Università di Pisa, del prof Luigi Sebastiani, dirigente Miur di Pisa e di un funzionario della polizia postale, oltre a tre soci “Pacinotti” che compongono la commissione che ha portato avanti il progetto: Renato Bandettini, Pierangelo Magnavacca e Maurizio Cordoni, a loro il compito di illustrare i risultati di uno studio condotto nelle scuole pisane medie inferiori dimostrando la vera entità del fenomeno che oscilla intorno al 30% dei ragazzi. A fare gli onori di casa è stato il presidente del Rotary Pacinotti, professor Andrea Nannipieri, che ha parlato di un problema purtroppo molto diffuso anche tra gli adolescenti pisani. Hanno quindi preso la parola la prof Dell’Osso che ha inquadrato il problema da un punto di vista clinico, valutando il fenomeno anche dall’aspetto dell’evoluzione psicopatologica futura dei ragazzi coinvolti e il questore Francini. Quest’ultimo ha fornito un contributo interessante, sotto il profilo sociale, corredato da filmati informativi da portare nelle scuole. L’obiettivo è importante, come sottolineato dallo stesso Nannipieri.
«Come club — ha detto infatti il presidente — è quello di portare avanti un progetto che possa essere utile a tutti i ragazzi pisani, ma soprattutto a coloro che sono vittime di questo odioso fenomeno. È nostra intenzione, come club, organizzare un team multidisciplinare che dovrà formalizzare una specie di protocollo di comportamento da tenere nei confronti del fenomeno, tutto questo coinvolgendo i ragazzi e responsabilizzandoli attraverso mostre fotografiche e rappresentazione teatrali che facciano prendere coscienza ai cosiddetti “spettatori passivi” dei fenomeni». Un progetto che vedrà coinvolti anche medici e insegnanti. «Perché l’importante è parlare — ha detto il dottor Cordoni — in una società dove i giovani sono sempre più fragili e privi di punti di riferimento».
Roberta Galli
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
