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Buoni mensa: «Rincari colpa dei tagli» 

Buoni mensa: «Rincari colpa dei tagli» 

Il sindaco: l’aggiustamento è necessario per garantire e migliorare i servizi

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VECCHIANO. «La nostra manovra ha riguardato le tariffe per i servizi a domanda individuale che erano ferme dal 2010 e che le risorse comunali attuali non ci consentivano di lasciare invariate per l’anno 2017-18. Era impossibile sopperire al sempre minor gettito dei trasferimenti statali, anche in virtù dei maggiori costi connessi al rinnovo degli appalti e della svalutazione monetaria. Le tariffe sono state ritoccate su base percentuale, in ragione di una diversa articolazione tariffaria, che, a sua volta, comporta la revisione delle fasce Isee. Per quanto riguarda i buoni pasto, coloro che hanno un Isee che va da 12. 000 a 20. 000 euro vedranno passare la spesa del buono pasto da 4, 40 euro a 4, 50 euro».
Questa la risposta del sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori, all’attacco mosso da Rinnovamento per il futuro, con la sua consigliera comunale Angela Baldoni, al bilancio appena approvato. «Vorremmo informare Rinnovamento per il Futuro che la campagna elettorale si è conclusa da quasi un anno — incalza il sindaco — e che la nostra amministrazione, da sempre, rifiuta la facile demagogia tipica di chi non ha idee, preferendo il lavoro serio e concreto nell’interesse di tutti i cittadini di Vecchiano. Le tariffe scolastiche sono rimaste invariate per 6 anni: mentre, nel Paese, ogni tariffa subiva aumenti, lo sforzo dell’amministrazione è stato quello di non intervenire sui servizi scolastici; adesso, si è reso necessario un aggiustamento delle tariffe, doveroso per continuare a garantire e migliorare i servizi stessi».
L’assessore alle politiche scolastiche, Lorenzo Del Zoppo spiega le modifiche: «Quelle famiglie in difficoltà, con Isee fino a 3400 euro, continueranno ad avere servizi gratuiti; le famiglie con un Isee compreso tra 3400 e 12000 (gli anni precedenti era 11000, quindi saranno aiutate più famiglie) pagheranno meno rispetto agli anni precedenti grazie ad una riduzione proporzionale su scala percentuale; per le famiglie con un Isee compreso tra 12000 e 20000, alcune tariffe resteranno invariate, come la quota per la scuola dell’infanzia, mentre altre saranno lievemente aumentate come i buoni mensa che costeranno 4, 50 (+2, 3%); aumenti un po’ più consistenti per chi ha un Isee superiore a 20. 000. Inoltre, e questa è un’assoluta positiva novità, dal prossimo anno è inserita un’agevolazione per tutte le famiglie con più figli iscritti ai servizi scolastici — aggiunge Del Zoppo — . Il secondo figlio avrà una riduzione del 20%, il terzo del 30%, il quarto e i successivi del 50%, indipendentemente dalla fascia Isee». La conclusione dell’assessore: «Con questa manovra, più giusta perché non incide su chi è in difficoltà, e più equa, in quanto chiede un maggior contributo solo a chi ha redditi più alti, saranno possibili anche interventi di miglioramento della qualità dei servizi scolastici, sempre a sostegno della popolazione studentesca tutta».
Daniele Benvenuti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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