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«Manca il servizio taxi per disabili»
M5S, SI e Ucic-Prc contro il Comune: l’amministrazione è inadempiente
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PISA. È una vera e propria tirata d’orecchie quella che da Torino arriva al Comune di Pisa passando per le mani dell’opposizione. Secondo l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che ha sede in Piemonte, il servizio taxi della città non appare conforme alla legge in materia di trasporto di persone con disabilità. Lo hanno fatto sapere, ieri mattina, i consiglieri comunali Simonetta Ghezzani (Sinistra Italiana), Francesco Auletta (Una città in comune-Prc) ed Elisabetta Zuccaro (Movimento 5 Stelle).
Straniti dal constatare che da ben sei anni a Pisa non esista più un servizio taxi per persone con disabilità invalidanti (per chi, in parole povere, è costretto in carrozzina e ha bisogno di determinate misure per poter salire e scendere da un’auto), il 10 marzo scorso i tre consiglieri avevano chiesto all’Autorità di Torino un intervento di controllo sul regolamento che a Pisa disciplina la circolazione dei taxi, con particolare attenzione alla questione dei disabili.
«La risposta che è arrivata è perentoria - ha riferito Simonetta Ghezzani - ovvero che il regolamento che abbiamo approvato due mesi fa, dopo ben 8 mesi di gestazione, non è conforme alla normativa nazionale e regionale poiché trascura di organizzare il servizio taxi per i cittadini o turisti disabili».
Come ricorda infatti l’Autorità nella nota di “rimprovero” indirizzata al Comune di Pisa, l’articolo 7 della legge regionale numero 47/1991 impone ai Comuni con una popolazione superiore agli 80. 000 abitanti, come Pisa, la «dotazione minima del 5 per cento di taxi con ingresso diretto e stazionamento» da destinare ai disabili. Nella città della Torre pendente, invece, quella delle licenze per il trasporto di persone diversamente abili sembra essere, ormai da anni, una maledizione. «Le tre individuate per questo tipo di attività a metà degli anni Duemila sono state poi trasformate in licenze ordinarie», raccontano infatti i tre consiglieri comunali, ed a distanza di quindici anni la situazione non sembra migliorare: a marzo 2016 la giunta ha deliberato 5 nuove licenze per l’incarrozzamento dei disabili, che ad oggi però non sono ancora state bandite. Secondo Ghezzani, Auletta e Zuccaro le inadempienze da parte dell’amministrazione non sarebbero altro che «il tentativo dell’assessorato di non intaccare gli interessi della categoria», considerate le spese che spetterebbero ai tassisti vincitori della licenza, «la quale, per la prima volta, verrà rilasciata a titolo oneroso al costo di 70mila euro».
Enza Chiappone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Straniti dal constatare che da ben sei anni a Pisa non esista più un servizio taxi per persone con disabilità invalidanti (per chi, in parole povere, è costretto in carrozzina e ha bisogno di determinate misure per poter salire e scendere da un’auto), il 10 marzo scorso i tre consiglieri avevano chiesto all’Autorità di Torino un intervento di controllo sul regolamento che a Pisa disciplina la circolazione dei taxi, con particolare attenzione alla questione dei disabili.
«La risposta che è arrivata è perentoria - ha riferito Simonetta Ghezzani - ovvero che il regolamento che abbiamo approvato due mesi fa, dopo ben 8 mesi di gestazione, non è conforme alla normativa nazionale e regionale poiché trascura di organizzare il servizio taxi per i cittadini o turisti disabili».
Come ricorda infatti l’Autorità nella nota di “rimprovero” indirizzata al Comune di Pisa, l’articolo 7 della legge regionale numero 47/1991 impone ai Comuni con una popolazione superiore agli 80. 000 abitanti, come Pisa, la «dotazione minima del 5 per cento di taxi con ingresso diretto e stazionamento» da destinare ai disabili. Nella città della Torre pendente, invece, quella delle licenze per il trasporto di persone diversamente abili sembra essere, ormai da anni, una maledizione. «Le tre individuate per questo tipo di attività a metà degli anni Duemila sono state poi trasformate in licenze ordinarie», raccontano infatti i tre consiglieri comunali, ed a distanza di quindici anni la situazione non sembra migliorare: a marzo 2016 la giunta ha deliberato 5 nuove licenze per l’incarrozzamento dei disabili, che ad oggi però non sono ancora state bandite. Secondo Ghezzani, Auletta e Zuccaro le inadempienze da parte dell’amministrazione non sarebbero altro che «il tentativo dell’assessorato di non intaccare gli interessi della categoria», considerate le spese che spetterebbero ai tassisti vincitori della licenza, «la quale, per la prima volta, verrà rilasciata a titolo oneroso al costo di 70mila euro».
Enza Chiappone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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