Il Tirreno

Pisa

Big Fish riapre dopo il furto grazie all’Ateneo 

di Sharon Braithwaite
Big Fish riapre dopo il furto grazie all’Ateneo 

Università, alberghiero e Comuni di Pisa e San Giuliano donano all’associazione Alba gli strumenti per ricominciare nello stabilimento balneare di Marina di Pisa

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MARINA. Lo stabilimento balneare “Big Fish”, gestito dal 2013 dall’associazione “L’Alba”, riapre i battenti per le festività pasquali grazie al sostanzioso contributo dell’Università di Pisa. L’Ateneo ha donato alla cooperativa le attrezzature professionali della mensa dell’ex Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di San Piero a Grado: un aiuto concreto che ha permesso la ricostruzione delle cucine del bagno di Marina di Pisa depredate mesi fa da ignoti malviventi.

A gennaio la presidente dell’associazione Diana Gallo denunciò danni per circa 30.000 euro, tra impianti, mobili e complementi di arredo e lanciò un appello alla città per raccogliere fondi. Entusiasta dell’iniziativa il rettore Paolo Mancarella. «Dopo aver letto del furto subito dal bagno Big Fish, con il direttore generale Riccardo Grasso, ci siamo subito proposti di rispondere positivamente al grido di allarme dell’associazione. Abbiamo pensato di donare queste attrezzature di proprietà dell’Ateneo ma di cui non aveva bisogno. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per il raggiungimento di questo risultato — dice il rettore Paolo Mancarella — Le istituzioni hanno il dovere di sostenere realtà così importanti per il territorio».

«Un grazie di cuore all’Università per aver risposto alla nostra richiesta di aiuto. Grazie a questa donazione e all’aiuto dei Comuni di Pisa e San Giuliano e dell’istituto alberghiero siamo riusciti a ricomporre la nostra cucina — commenta Gallo, fondatrice dell’associazione che si occupa di integrazione delle persone con disagio psichico o psicologico e della gestione di ristoranti di successo nel centro cittadino e sul litorale — Per noi è stato un duro colpo, un sopruso inimmaginabile per la nostra associazione e per il “Big Fish”, che gestiamo da tre anni per conto del Comune». Con il nostro lavoro abbiamo fatto rinascere questo stabilimento, riuscendo a far parlare del disagio psichico in maniera positiva». Gallo ha sottolineato come intorno a questa problematica ci sia tuttora «un stigma sociale, un grosso pregiudizio; se ne parla poco e male. Noi crediamo molto nell’inclusione sociale, nel percorso di ricovero e di trasformazione dei sintomi. Il nostro è un percorso virtuoso ed efficace che serve a dare dignità all’ex paziente psichiatrico, che torna ad essere una persona e non più un matto. Oggi è un momento di festa e di gioia». Le attrezzature donate sono state utilizzate dall’Università fino a sette anni fa, presso la sede poi dismessa dell’Infn, e sono perfettamente funzionanti: si tratta di grandi elettrodomestici, banconi da lavoro e altri macchinari, che sono stati messi a disposizione e poi consegnati all’associazione “L’Alba” , grazie al lavoro coordinato dai referenti universitari, Federico Massantini e Massimiliano Tramati. Analoghe donazioni sono state effettuate anche dal Comune di San Giuliano Terme, che ha ceduto un frigorifero, una cucina con 6 fuochi, un pela patate, un forno elettrico e un cuoci pasta industriale. «Gli uffici hanno lavorato bene e rapidamente per individuare gli strumenti da donare e restituire il sorriso a queste persone», commenta Sergio Di Maio. Un sostegno all’iniziativa è giunto anche da Palazzo Gambacorti. «L’esperienza dell’Alba è di straordinario valore — dice il sindaco Marco Filippeschi — L’associazione era stata depredata, mettendo a rischio il suo piano investimenti. Con questa corposa donazione potrà rilanciare le sue attività».

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