Gioco
la replica di Confedilizia a Confesercenti
«Affitti alti dei fondi commerciali? Colpa della tassazione»
PISA. «Affitti alti? È colpa della tassazione». Confedilizia risponde a Confesercenti bollando come «inaccettabile» l’analisi di Simone Romoli, responsabile area pisana dell’associazione dei...
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PISA. «Affitti alti? È colpa della tassazione». Confedilizia risponde a Confesercenti bollando come «inaccettabile» l’analisi di Simone Romoli, responsabile area pisana dell’associazione dei commercianti, che «accusa i proprietari di non andare incontro alle esigenze dei conduttori» mettendo a rischio la sopravvivenza delle attività, schiacciate dalla crisi e da affitti di locali che superano anche i 40 euro al mq al mese. «Basta accusare i proprietari per il costo delle locazioni commerciali – replica Barbara Gambini, presidente Confedilizia Pisa -. Esiste lo strumento degli accordi temporanei di riduzione del canone, stipulati tra conduttore e proprietario, che ha avuto grande diffusione negli ultimi anni anche a Pisa e del quale si è accorto anche il governo che lo ha reso esente da bolli e da imposte di registro. Se davvero i locatori avessero voluto ignorare le richieste dei conduttori non avrebbero sottoscritto tali accordi, mostrando al contrario la disponibilità di voler mantenere il rapporto contrattuale pur percependo un canone inferiore a quello previsto».
La colpa del caro-affitti, secondo Confedilizia è «della pressione fiscale che cresce sempre di più». «Da anni - prosegue Gambini - chiediamo che anche al settore delle locazioni commerciali venga estesa l’applicazione della cedolare secca (proposta avanzata anche da Confesercenti, ndr), per consentire ad un settore in crisi di riprendersi. Le locazioni diverse dall’uso abitativo sono escluse da questo regime e le tasse erodono al proprietario tra il 60 e l’80% del canone di locazione, senza considerare le imposte comunali, l’aliquota Imu e le spese per la manutenzione. La cedolare secca - conclude - avrebbe indubbi vantaggi sia per il proprietario che per il conduttore, consentendo al settore di tornare a respirare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La colpa del caro-affitti, secondo Confedilizia è «della pressione fiscale che cresce sempre di più». «Da anni - prosegue Gambini - chiediamo che anche al settore delle locazioni commerciali venga estesa l’applicazione della cedolare secca (proposta avanzata anche da Confesercenti, ndr), per consentire ad un settore in crisi di riprendersi. Le locazioni diverse dall’uso abitativo sono escluse da questo regime e le tasse erodono al proprietario tra il 60 e l’80% del canone di locazione, senza considerare le imposte comunali, l’aliquota Imu e le spese per la manutenzione. La cedolare secca - conclude - avrebbe indubbi vantaggi sia per il proprietario che per il conduttore, consentendo al settore di tornare a respirare».
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