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Pisa

«Evitate la chiusura della biblioteca» 

«Evitate la chiusura della biblioteca» 

Il futuro della struttura provinciale resta legato all’apertura delle Officine Porta Garibaldi: Paim in corsa per la gestione 

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PISA. Via Landi incrocia via Betti e la conduce fino in via Gioberti. Un tratto comune che unisce il complesso scolastico Marchesi e l’ex istituto Einaudi, diventato “Officine Porta Garibaldi” dopo la demolizione dell’ex ragioneria Einaudi e il restyling realizzato attraverso i fondi Piuss. Ovvero la “storica” sede della biblioteca provinciale e quella che dovrebbe essere la sua destinazione futura. Questo almeno è l’auspicio, emerso anche durante “Caffè Tirreno” di ieri al bar Sassoferrato. Una speranza esternata da Alessandra Bigini, operatrice di Rete Bibliolandia, il soggetto che sta garantendo l’apertura della struttura, anche se in mezzo alle difficoltà e con orario ridotto; da Milvia Dabizzi degli Amici di Rete Bibliolandia; e dalla professoressa Rosellina Bausani, responsabile dell’educazione scientifica e dei laboratori “Conti” per la Provincia.
Proprio dal ridimensionamento delle amministrazioni provinciali, con perdita di varie deleghe (tra cui quella relativa alla cultura), discendono i punti interrogativi che si sono addensati sulla biblioteca. A questo si è aggiunta la complessa vicenda del palazzo di vetro delle “Officine”. Dopo mesi di procedure, attese e tentativi a vuoto, per di più davanti al rischio concreto di perdere i finanziamenti europei alla base di questa ricostruzione da 8 milioni di euro, al bando pubblicato dalla Provincia per assegnare in gestione l’edificio hanno risposto in due: la Fondazione Giacomo Brodolini di Roma e la Cooperativa Paim di Cascina. E’ quest’ultimo il soggetto rimasto in corsa e sul quale gli uffici provinciali stanno completando le verifiche prima dell’assegnazione formale della concessione.
La gestione può essere affidata da un minimo di cinque ad un massimo di dieci anni. Questo perché l’immobile, mai inaugurato, è vincolato per cinque anni alle destinazioni per le quali sono stati concessi i finanziamenti che ne hanno consentito la costruzione (sociale e turismo). Le “Officine” erano state pensate soprattutto come nuova base della biblioteca provinciale (almeno in parte), front-office turistico e sede di associazioni. E su questo si innesta il progetto della Paim.
Nel frattempo la Rete Bibliolandia consente alla biblioteca di proseguire nei suoi servizi di prestito e consultazione di quotidiani (una collezione microfilmata pressoché unica). L’emeroteca in effetti è uno dei punti di forza, con richieste di consultazione da parte di ricercatori universitari, studenti e anche studiosi dall’estero. Ci sono anche postazioni internet a disposizione di giovani e residenti.
«Nel 2016 un contributo importante della Regione - ricorda Milvia Dabizzi - ha permesso di portare avanti la biblioteca, i cui servizi sono ora garantiti fino a giugno grazie ad un’intesa tra Unione Valdera e Provincia. La Rete Bibliolandia farà in queste settimane richiesta alla Regione per un nuovo contributo, sperando che sia concesso. Altrimenti tutto diventerà molto difficile». La biblioteca, sottolineano sia Bigini che Bausani, «ha anche un valore come punto d’incontro per un quartiere dove non ci sono molti servizi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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