Sicurezza
Internet super veloce entro il 2020 a Calci in tutto il territorio
di Mario Neri
Il Comune ottiene un finanziamento da 1,5 milioni dal governo per installare la banda larga dove non arriverà la rete dei privati
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CALCI. Banda ultra larga, per portare l’internet superveloce anche nelle paesini montani o in zone in cui i gestori privati non sono interessati a costruire la rete in fibra ottica perché troppo poco popolose e dunque senza un interesse di mercato. È il progetto (e il finanziamento) che Calci è riuscito a strappare alla Regione e al ministero dello Sviluppo economico e con cui la Valgraziosa conta di poter offrire accesso alla rete a tutta la sua popolazione entro il 2020.
Il piano dei privati. Finora il Comune sapeva di poter contare soltanto sulla copertura dei privati. Esiste infatti da tempo un piano dei gestori di telefonia (Telecom soprattutto) per installare, entro il 2018, una rete ultramoderna in sostituzione di quella costituita dal vecchio stoppino di rame che per ora rifornisce con l’Adsl tutto il Comune.
«Quel progetto è certamente importante - dice il sindaco Massimiliano Ghimenti - ma non garantisce la copertura totale del territorio. Soltanto il 72% delle abitazioni, cioè circa 4600 case, verrebbero servite dalla banda ultra larga, ma non quelle posizionate nelle cosiddette “zone bianche” o in quelle a “fallimento di mercato”. Per questo abbiamo chiesto di accedere ad un finanziamento statale» .
Il progetto del governo. Proprio per abbattere il divario infrastrutturale fra i centri urbani e aree periferiche o montane, il ministero dello Sviluppo economico ha varato un piano per installare la banda ultra larga laddove non sarebbero arrivati i privati. Un pacchetto da 4 miliardi, in gran parte costituito di fondi europei, elaborato proprio contro il digital divide nel Paese, cioè il “muro” virtuale che di fatto discrimina gli utenti tagliati fuori dall’accesso ad internet.
Per la Toscana è stata stanziata una prima tranche da 230 milioni di euro utile a servire 180 Comuni. Circa 1, 5 milioni verranno investiti su Calci. «Fra quei Comuni - dice Ghimenti - siamo rientrati anche noi. Ce l’ha comunicato la Regione proprio ieri (venerdì, ndr). In settimana firmeremo una convenzione che impegna le istituzioni a realizzare la rete laddove non arriveranno i gestori.
Il web nei borghi. Villa, Montemagno, Castelmaggiore, Paduletto, Tre Colli, borghi o grappoli di case sparse che probabilmente non sarebbero stati raggiunti per intero dai progetti di innovazione dei privati, potranno avere la certezza di non restare isolati dal web, e soprattutto dall’internet veloce. Non una cosa da poco, vista la penetrazione del digitale nella vita quotidiana.
Le misure tampone. «Da tempo molti cittadini, e soprattutto lavoratori e imprese, ci segnalano problemi di connettività - dice Ghimenti - Per ridurre il digital divide, due anni fa, abbiamo affidato con un bando pubblico l’installazione di hotspot per il Wifi ad una ditta privata, ma in questo caso di tratta di ben altro. La rete costruita con i finanziamenti pubblici resterà pubblica e anche le circa 1800 case che sarebbero rimaste scoperte potranno accedere ad un internet che scaricherà da 30 a 100 mega al secondo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il piano dei privati. Finora il Comune sapeva di poter contare soltanto sulla copertura dei privati. Esiste infatti da tempo un piano dei gestori di telefonia (Telecom soprattutto) per installare, entro il 2018, una rete ultramoderna in sostituzione di quella costituita dal vecchio stoppino di rame che per ora rifornisce con l’Adsl tutto il Comune.
«Quel progetto è certamente importante - dice il sindaco Massimiliano Ghimenti - ma non garantisce la copertura totale del territorio. Soltanto il 72% delle abitazioni, cioè circa 4600 case, verrebbero servite dalla banda ultra larga, ma non quelle posizionate nelle cosiddette “zone bianche” o in quelle a “fallimento di mercato”. Per questo abbiamo chiesto di accedere ad un finanziamento statale» .
Il progetto del governo. Proprio per abbattere il divario infrastrutturale fra i centri urbani e aree periferiche o montane, il ministero dello Sviluppo economico ha varato un piano per installare la banda ultra larga laddove non sarebbero arrivati i privati. Un pacchetto da 4 miliardi, in gran parte costituito di fondi europei, elaborato proprio contro il digital divide nel Paese, cioè il “muro” virtuale che di fatto discrimina gli utenti tagliati fuori dall’accesso ad internet.
Per la Toscana è stata stanziata una prima tranche da 230 milioni di euro utile a servire 180 Comuni. Circa 1, 5 milioni verranno investiti su Calci. «Fra quei Comuni - dice Ghimenti - siamo rientrati anche noi. Ce l’ha comunicato la Regione proprio ieri (venerdì, ndr). In settimana firmeremo una convenzione che impegna le istituzioni a realizzare la rete laddove non arriveranno i gestori.
Il web nei borghi. Villa, Montemagno, Castelmaggiore, Paduletto, Tre Colli, borghi o grappoli di case sparse che probabilmente non sarebbero stati raggiunti per intero dai progetti di innovazione dei privati, potranno avere la certezza di non restare isolati dal web, e soprattutto dall’internet veloce. Non una cosa da poco, vista la penetrazione del digitale nella vita quotidiana.
Le misure tampone. «Da tempo molti cittadini, e soprattutto lavoratori e imprese, ci segnalano problemi di connettività - dice Ghimenti - Per ridurre il digital divide, due anni fa, abbiamo affidato con un bando pubblico l’installazione di hotspot per il Wifi ad una ditta privata, ma in questo caso di tratta di ben altro. La rete costruita con i finanziamenti pubblici resterà pubblica e anche le circa 1800 case che sarebbero rimaste scoperte potranno accedere ad un internet che scaricherà da 30 a 100 mega al secondo».
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