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Limonaia, l’occupazione con un blitz all’alba 

Limonaia, l’occupazione con un blitz all’alba 

Il movimento “Zona Rosa” prende possesso dell’immobile chiuso da anni L’annuncio delle femministe: «Consultorio legale e medico aperto a tutte»

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PISA. «Restituiamo la Limonaia alla città e ci apriamo due consultori: uno legale, l'altro medico».
Lo dicono alcune esponenti del movimento femminista "Limonaia-Zona Rosa" dopo che ieri all'alba hanno occupato la Limonaia di vicolo del Ruschi chiusa da quattro anni. La Limonaia di Palazzo Ruschi rappresenta un esempio di edificio funzionale a un grande giardino all’italiana, costruita secondo il gusto neoclassico ottocentesco. Era la sede dell'omonima associazione mista pubblico privata per la diffusione del sapere scientifico. L'associazione oggi, ha tutt'altra sede e l'edifico resta nelle mani della Provincia.
Lo stato è di abbandono. All'interno ci sono impalcature che reggono il pavimento del primo piano. Il giardino è lo spettro della Limonaia di quattro o cinque anni fa. Limoni non ce ne sono, le palme sono secche o sono state tagliate.
«Mosse da una prassi femminista - dichiarano alcune esponenti del movimento - riapriamo uno spazio che galleggia tra proprietà vacante, chiusura e abbandono, speculazione edilizia. Con la soppressione delle Province, l’ente che ha rilevato lo stabile nel ‘97, la proprietà dell’immobile non è più definita e, di conseguenza, tutte le attività in progetto sono state liquidate per la mancanza di fondi».
Lo stabile, infatti, è ormai chiuso dal 2013 e non c’è un progetto pubblico, tant’è che, come detto nella delibera 16 del 27 luglio 2016 del consiglio provinciale, è stata avviata «una procedura di evidenza pubblica per una concessione di lungo periodo prevedendo come criterio di aggiudicazione l’offerta più vantaggiosa o se l’ipotesi fosse ritenuta realizzabile date le condizioni di mercato, procedere alla vendita». Secondo il movimento Zona-Rosa, ci si trova innanzi ad un altro caso di svendita di patrimonio pubblico, che, in questo caso, non riesce a trovare acquirenti reali. «Apriamo questo spazio con l’intento di trasformarlo in una “zona rosa”, in cui ognuna e ognuno possa sentirsi a proprio agio con il proprio corpo e i propri desideri – concludono –. Una zona femminista, aperta a tutti e tutte, attraversata e attraversabile, anti sessista e inclusiva; apriremo uno sportello legale che sia di supporto a chi subisce discriminazioni di genere in ambito sanitario - dall’obiezione di coscienza alla violenza ostetrica; una sportello medico in collaborazione con l’Aied, per sopperire alla mancanza di servizi di consulenza medica, a disposizione di chiunque viva a Pisa a prescindere dalla propria condizione giuridica o anagrafica».
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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