Il dolore
Il sindacato boccia le nuove linee dei bus
Durissime critiche dalla Filt Cgil alle modifiche annunciate dal Comune «È uno stravolgimento. Viene meno quanto di positivo era stato creato»
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PISA. «Altro che mini-rivoluzione, quella dell’amministrazione è una controrivoluzione che distrugge tutto quello di buono costruito dalla giunta Fontanelli».
La Filt-Cgil “smonta” una ad una tutte le modifiche al servizio di trasporto pubblico locale su gomma varate dal Comune di Pisa e punta il dito contro l’amministrazione: «È uno stravolgimento del servizio predisposto dalla vecchia amministrazione (quella guidata dal sindaco Paolo Fontanelli e con assessore alla mobilità Fabrizio Cerri, ndr) che aveva una logica alla base: fidelizzare il servizio pubblico garantendo orari certi, percorrenze che rispettavano le problematiche del traffico privato e un servizio valido che andava incontro alle esigenze dell’utenza». Caratteristiche che secondo il sindacato degli autoferrotranvieri verranno meno con quella «rivoluzione» predisposta da Palazzo Gambacorti che, a partire dalla metà di giugno, modificherà i percorsi e gli orari delle principali linee di autobus cittadine «stravolgendo - accusa la Filt-Cgil - quello che di positivo era stato creato».
Il sindacato si scaglia in particolare contro i cambi previsti alle linee ad alta mobilità (nate con lo scopo di percorrere brevi tragitti ed assicurare così la regolarità delle corse) e soprattutto contro l’unificazione della Lam Rossa con la Lam Blu «che, con percorsi allungati, farà venire meno il ruolo delle linee ad alta mobilità».
«La cosa peggiore che si possa pensare - accusa la Filt-Cgil -: la lunghezza della nuova linea provocherà infatti grossi ritardi e soppressioni di corse. Incomprensibile risulta invece il taglio della linea 2 dal quartiere di San Giusto e il prolungamento della Lam Verde nella stessa zona. Far viaggiare una linea ad alta mobilità nelle stradine strette e piene di ostacoli (soprattutto auto in sosta) è semplicemente impensabile». Il quartiere verrà invece in parte attraversato dalla linea 5 che, nella tratta Putignano-Stazione, svolterà in via Cerboni anziché in via Da Morrona, proseguendo su via Fratelli Antoni e via dell’Aeroporto. Modifiche che per il sindacato «danneggeranno ulteriormente gli abitanti di Putignano e Sant’Ermete». Insensata, per gli autoferrotranvieri, anche la riduzione delle corse per le Maggiola: «Il costo della linea rimane lo stesso, ma non si recuperano i tempi di percorrenza», specifica la Filt-Cgil che prevede un aggravio dei costi per garantire «le attuali frequenze delle Lam Rossa, Blu e Verde e un peggioramento dei turni lavorativi dei conducenti». «Esprimiamo un giudizio completamente negativo sulle modifiche apportate, decise dal Comune senza coinvolgere le organizzazioni sindacali che, oltre ad un contributo, avrebbero anche potuto presentare delle ipotesi di modifiche che vanno incontro agli interessi dei cittadini – conclude il sindacato - Quelle dell’amministrazione sembrano invece alquanto confuse, ma evidentemente il servizio di trasporto pubblico locale su gomma non interessa più agli amministratori che probabilmente pensano sia meglio privatizzarlo invece di impegnarsi a risolvere i problemi emersi negli ultimi anni».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Filt-Cgil “smonta” una ad una tutte le modifiche al servizio di trasporto pubblico locale su gomma varate dal Comune di Pisa e punta il dito contro l’amministrazione: «È uno stravolgimento del servizio predisposto dalla vecchia amministrazione (quella guidata dal sindaco Paolo Fontanelli e con assessore alla mobilità Fabrizio Cerri, ndr) che aveva una logica alla base: fidelizzare il servizio pubblico garantendo orari certi, percorrenze che rispettavano le problematiche del traffico privato e un servizio valido che andava incontro alle esigenze dell’utenza». Caratteristiche che secondo il sindacato degli autoferrotranvieri verranno meno con quella «rivoluzione» predisposta da Palazzo Gambacorti che, a partire dalla metà di giugno, modificherà i percorsi e gli orari delle principali linee di autobus cittadine «stravolgendo - accusa la Filt-Cgil - quello che di positivo era stato creato».
Il sindacato si scaglia in particolare contro i cambi previsti alle linee ad alta mobilità (nate con lo scopo di percorrere brevi tragitti ed assicurare così la regolarità delle corse) e soprattutto contro l’unificazione della Lam Rossa con la Lam Blu «che, con percorsi allungati, farà venire meno il ruolo delle linee ad alta mobilità».
«La cosa peggiore che si possa pensare - accusa la Filt-Cgil -: la lunghezza della nuova linea provocherà infatti grossi ritardi e soppressioni di corse. Incomprensibile risulta invece il taglio della linea 2 dal quartiere di San Giusto e il prolungamento della Lam Verde nella stessa zona. Far viaggiare una linea ad alta mobilità nelle stradine strette e piene di ostacoli (soprattutto auto in sosta) è semplicemente impensabile». Il quartiere verrà invece in parte attraversato dalla linea 5 che, nella tratta Putignano-Stazione, svolterà in via Cerboni anziché in via Da Morrona, proseguendo su via Fratelli Antoni e via dell’Aeroporto. Modifiche che per il sindacato «danneggeranno ulteriormente gli abitanti di Putignano e Sant’Ermete». Insensata, per gli autoferrotranvieri, anche la riduzione delle corse per le Maggiola: «Il costo della linea rimane lo stesso, ma non si recuperano i tempi di percorrenza», specifica la Filt-Cgil che prevede un aggravio dei costi per garantire «le attuali frequenze delle Lam Rossa, Blu e Verde e un peggioramento dei turni lavorativi dei conducenti». «Esprimiamo un giudizio completamente negativo sulle modifiche apportate, decise dal Comune senza coinvolgere le organizzazioni sindacali che, oltre ad un contributo, avrebbero anche potuto presentare delle ipotesi di modifiche che vanno incontro agli interessi dei cittadini – conclude il sindacato - Quelle dell’amministrazione sembrano invece alquanto confuse, ma evidentemente il servizio di trasporto pubblico locale su gomma non interessa più agli amministratori che probabilmente pensano sia meglio privatizzarlo invece di impegnarsi a risolvere i problemi emersi negli ultimi anni».
Danilo Renzullo
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