Il Tirreno

Pisa

«A Pisa sud il nuovo terminal turistico» 

di Francesco Loi
«A Pisa sud il nuovo terminal turistico» 

Il vicesindaco Ghezzi: bus agli scambiatori e battelli per l’Arno

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PISA. «Sapete che distanza c’è tra la stazione centrale e Piazza dei Miracoli? Due chilometri. E tra il parcheggio dei bus turistici e la Torre? Un chilometro e 600. Non credo che quei 400 metri siano un ostacolo. Peraltro, se si attraversa la città con i suoi monumenti ed i suoi negozi, a livello di qualità della passeggiata forse i vantaggi sono tutti per la prima soluzione». Nella redazione del Tirreno, il vicesindaco Paolo Ghezzi, che ha la delega al turismo, interviene con decisione nel dibattito sull’utilizzo del nuovo parcheggio scambiatore sull’Aurelia, in corrispondenza della fermata del Pisamover. Ghezzi non ha dubbi a pronunciare il suo sì all’ipotesi.
«Certo, è un disegno da studiare - aggiunge -, ma, ad esempio, si potrebbero mandare ai nuovi parcheggi i bus turistici che arrivano da sud e in via Pietrasantina quelli che vengono da nord».
L’idea convince il vicesindaco sia «perché consentirebbe di spingere i flussi turistici dentro la città con il Pisamover», sia per «le ulteriori prospettive date, a breve, dall’apertura dell’Incile». In pratica, per Ghezzi, i parcheggi di Pisa Sud potrebbero a maggior ragione diventare un terminal turistico. In che modo? Non solo Pisamover. Da lì i turisti potrebbero infatti facilmente arrivare nella Darsena, salire su battelli elettrici lungo Navicelli-Incile-Arno, sbarcando in città con apposite fermate agli scali. Tra l’altro, è dei giorni scorsi il bando del Comune per la ricerca di partner con cui andare alla ricerca di fondi Ue proprio per questo progetto di “metropolitana d’acqua”.
Dal particolare alla visione più ampia di un settore, quello turistico, «che ha sicuri margini di crescita - dice Ghezzi - per essere sempre più un settore trainante» (e che peraltro coincide in larga parte anche con un’idea di città del futuro). Il vicesindaco rimarca il lavoro svolto negli ultimi quindici anni: «La città è cambiata ed offre più opportunità di prima. Monumenti e luoghi recuperati con i Piuss, aperti in questo weekend, sono l’approdo di un disegno strategico che viene da lontano. Cosa rispondo a chi dice che rischiano di rimanere scatole vuote? Che intanto non è poco, anzi, averle a disposizione. Punto secondo, hanno già un loro utilizzo in attesa che vengano perfezionate le concessioni ai privati».
L’area della Cittadella e degli Arsenali è quella che Ghezzi vede con le maggiori possibilità: «Gli Arsenali Repubblicani sono già un luogo molto ricercato per convegni ed esposizioni, mentre prima la Stazione Leopolda era una soluzione pressoché obbligata. Il recupero della grande area verde della Cittadella, per la quale abbiamo già un progetto, permetterà di fare della zona il polo di riferimento per eventi al chiuso e all’aperto». Punto dolente dell’area il ministeriale, in tutti i sensi, museo delle navi: «Sarebbe il valore aggiunto, ma purtroppo è una delusione e una fotografia dell’Italia dai tempi infiniti. All’estero sarebbe un vanto, qui siamo ancora in attesa».
Le direttrici del futuro per Ghezzi sono soprattutto due: cercare di attrarre turismo di qualità ed incrementare fortemente la visibilità sul web. In più, aggiunge, «bisogna cercare di mettere insieme le tante anime di Pisa, da quelle storiche alle emergenti, in un settore dove le dinamiche sono in evoluzione continua. Imprenditori, operatori ed istituzioni lavorino insieme per favorire una crescita della qualità nell’accoglienza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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