Sicurezza
Il difensore: ma la procura generale vuole mantenerlo
Gozi rischia la revoca dell’affidamento ai servizi sociali
PISA. Loris Gozi, teste creduto nel processo concluso con la condanna a 20 anni per omicidio di Antonio Logli, è tornato davanti ai giudici.È successo ieri a Firenze, di fronte al Tribunale di...
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PISA. Loris Gozi, teste creduto nel processo concluso con la condanna a 20 anni per omicidio di Antonio Logli, è tornato davanti ai giudici.
È successo ieri a Firenze, di fronte al Tribunale di Sorveglianza che deve decidere sulla revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali chiesta dalla Procura nei mesi scorsi. Nell’udienza il procuratore generale, ricevuta la relazione dei servizi sociali e sentito il legale di Gozi, l’avvocato Antonio Cozza, ha chiesto il venir meno della revoca. Di fatto è il mantenimento della situazione attuale che dura dal giugno 2016 quando, dopo sei mesi di carcere, Gozi tornò in libertà dopo aver trovato un lavoro ed essersi impegnato in un programma di recupero in un’associazione di volontariato. «Alla base dell’allora richiesta di revoca c’era un disguido – spiega il legale del superteste del caso Ragusa –. Loris più volte si era presentato all’associazione, il sabato e la domenica per gli altri giorni lavora, ma non gli non era stato affidato alcun servizio. Questo era stato interpretato dai servizi sociali come un volersi sottrarre a un impegno preso per ottenere l’affidamento in prova. Non era così. Infatti, il responsabile dell’associazione ha scritto che Gozi si era presentato regolarmente, ma in quel momento non c’era niente da fargli fare. Ecco perché il procuratore generale è arrivato alla conclusione di chiedere la revoca della revoca presentata all’inizio dell’anno. È stato un fraintendimento. Loris sta lavorando e rispettando tutte le prescrizioni imposte dal Tribunale di Sorveglianza per mantenere l’affidamento in prova».
Gozi era stato arrestato nel dicembre 2015 per una sentenza a 3 anni per furto aggravato diventata definitiva perché mai appellata dal difensore dell’epoca. (p.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È successo ieri a Firenze, di fronte al Tribunale di Sorveglianza che deve decidere sulla revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali chiesta dalla Procura nei mesi scorsi. Nell’udienza il procuratore generale, ricevuta la relazione dei servizi sociali e sentito il legale di Gozi, l’avvocato Antonio Cozza, ha chiesto il venir meno della revoca. Di fatto è il mantenimento della situazione attuale che dura dal giugno 2016 quando, dopo sei mesi di carcere, Gozi tornò in libertà dopo aver trovato un lavoro ed essersi impegnato in un programma di recupero in un’associazione di volontariato. «Alla base dell’allora richiesta di revoca c’era un disguido – spiega il legale del superteste del caso Ragusa –. Loris più volte si era presentato all’associazione, il sabato e la domenica per gli altri giorni lavora, ma non gli non era stato affidato alcun servizio. Questo era stato interpretato dai servizi sociali come un volersi sottrarre a un impegno preso per ottenere l’affidamento in prova. Non era così. Infatti, il responsabile dell’associazione ha scritto che Gozi si era presentato regolarmente, ma in quel momento non c’era niente da fargli fare. Ecco perché il procuratore generale è arrivato alla conclusione di chiedere la revoca della revoca presentata all’inizio dell’anno. È stato un fraintendimento. Loris sta lavorando e rispettando tutte le prescrizioni imposte dal Tribunale di Sorveglianza per mantenere l’affidamento in prova».
Gozi era stato arrestato nel dicembre 2015 per una sentenza a 3 anni per furto aggravato diventata definitiva perché mai appellata dal difensore dell’epoca. (p.b.)
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