Attenzione
Muore in ospedale per farmaco sbagliato
di Pietro Barghigiani
L’Azienda “risarcisce” moglie e figlia con 280mila euro
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PISA. Non stava bene quando è entrato in ospedale.
Anziano, con patologie pregresse a incidere sulle condizioni di salute.
Un quadro clinico precario che la somministrazione di un farmaco aveva definitivamente compromesso. In modo irreversibile.
Un anticoagulante di cui il pensionato pisano non aveva fatto bisogno lo ha ucciso nel giro di qualche giorno.
Un errore nel leggere la cartella o lo sbaglio nella scelta del farmaco al momento di darlo al paziente.
Il risultato non cambia. L’anziano è deceduto a Cisanello dopo aver ricevuto un farmaco dall’esito, per lui, letale.
L’episodio è avvenuto nel 2015 e alla denuncia dei familiari l’Azienda ospedaliera ha avviato una ricognizione interna per capire, nella filiera dei passaggi dall’arrivo del paziente al decesso, quello che è stato fatto o non eseguito seguendo i protocolli.
Alla fine l’ospedale ha scelto di accordarsi con la famiglia riconoscendo come riparazione del danno un importo di 280.000 euro, di cui 150mila alla moglie e 130mila destinati alla figlia.
Una transazione per chiudere sul nascere qualsiasi tipo di contenzioso, penale e civile, tra gli eredi e Cisanello dove il padre e marito delle due donne era stato ricoverato per i suoi cronici problemi di salute, salvo poi ritrovarsi in fin di vita fino a morire per un farmaco rivelatosi fatale.
All’epoca il dolore di moglie e figlia si era trasformato in rabbia quando avevano capito quello che era accaduto al loro congiunto nelle cure in corsia.
Un sospetto sull’anticoagulante letale che è diventato la base dell’istanza di risarcimento danni una volta formalizzata la richiesta all’Azienda ospedaliera.
Una somministrazione errata del medicinale, in un errore senza appello, che ha ottenuto l’effetto opposto a quello desiderato.
Di fronte a una richiesta di pagare i danni per una morte provocata da un errore sanitario, l’ospedale ha passato al comitato gestione sinistri la pratica del pensionato con la sua cartella clinica e quello che gli era stato somministrato dal primo giorno di ricovero.
Una volta sentito anche il parere dell’istituto di medicina legale, da Cisanello è arrivata la proposta di trovare un accordo per limitare i danni.
L’abbaglio avrebbe potuto causare guasti peggiore alle casse dell’Aoup.
Meglio definire subito con una transazione il quantum per scongiurare un eventuale processo e in parallelo una possibile causa civile potrebbero far lievitare il conto da saldare ai familiari. E con un bonifico di 280mila euro sono stati evitati i Tribunali e, soprattutto, la quasi certezza di dover sborsare cifre potenzialmente più onerose.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Anziano, con patologie pregresse a incidere sulle condizioni di salute.
Un quadro clinico precario che la somministrazione di un farmaco aveva definitivamente compromesso. In modo irreversibile.
Un anticoagulante di cui il pensionato pisano non aveva fatto bisogno lo ha ucciso nel giro di qualche giorno.
Un errore nel leggere la cartella o lo sbaglio nella scelta del farmaco al momento di darlo al paziente.
Il risultato non cambia. L’anziano è deceduto a Cisanello dopo aver ricevuto un farmaco dall’esito, per lui, letale.
L’episodio è avvenuto nel 2015 e alla denuncia dei familiari l’Azienda ospedaliera ha avviato una ricognizione interna per capire, nella filiera dei passaggi dall’arrivo del paziente al decesso, quello che è stato fatto o non eseguito seguendo i protocolli.
Alla fine l’ospedale ha scelto di accordarsi con la famiglia riconoscendo come riparazione del danno un importo di 280.000 euro, di cui 150mila alla moglie e 130mila destinati alla figlia.
Una transazione per chiudere sul nascere qualsiasi tipo di contenzioso, penale e civile, tra gli eredi e Cisanello dove il padre e marito delle due donne era stato ricoverato per i suoi cronici problemi di salute, salvo poi ritrovarsi in fin di vita fino a morire per un farmaco rivelatosi fatale.
All’epoca il dolore di moglie e figlia si era trasformato in rabbia quando avevano capito quello che era accaduto al loro congiunto nelle cure in corsia.
Un sospetto sull’anticoagulante letale che è diventato la base dell’istanza di risarcimento danni una volta formalizzata la richiesta all’Azienda ospedaliera.
Una somministrazione errata del medicinale, in un errore senza appello, che ha ottenuto l’effetto opposto a quello desiderato.
Di fronte a una richiesta di pagare i danni per una morte provocata da un errore sanitario, l’ospedale ha passato al comitato gestione sinistri la pratica del pensionato con la sua cartella clinica e quello che gli era stato somministrato dal primo giorno di ricovero.
Una volta sentito anche il parere dell’istituto di medicina legale, da Cisanello è arrivata la proposta di trovare un accordo per limitare i danni.
L’abbaglio avrebbe potuto causare guasti peggiore alle casse dell’Aoup.
Meglio definire subito con una transazione il quantum per scongiurare un eventuale processo e in parallelo una possibile causa civile potrebbero far lievitare il conto da saldare ai familiari. E con un bonifico di 280mila euro sono stati evitati i Tribunali e, soprattutto, la quasi certezza di dover sborsare cifre potenzialmente più onerose.
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