La manifestazione
«Via San Martino diventi pedonale»
La proposta di Confesercenti lanciata a “Caffè Tirreno” «Ma prima la riqualificazione dell’area e nuovi parcheggi»
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PISA. «Chiudiamo al traffico veicolare via San Martino per aiutare il commercio». Confesercenti lancia una proposta che farà discutere. Pedonalizzare la via principale dell’antico quartiere di Kinzica, secondo l’associazione di categoria, potrebbe risollevare le sorti della zona. Un po’ come via Santa Maria. Tante le attività commerciali storiche che negli anni hanno abbassato la saracinesca. Percorrendo la via a piedi è impossibile non notare i numerosi fondi sfitti ai piedi dei palazzi signorili. «Questa è una via bellissima, ma andrebbe riqualificata — dice Stefania Rossi, residente della zona e responsabile eventi per Confesercenti —. I marciapiedi, per esempio, sono totalmente da rifare. Le mamme con passeggini o i disabili sono costretti a percorrere la strada, piuttosto trafficata nonostante sia in una zona a traffico limitato».
La pedonalizzazione, per Confesercenti, è comunque successiva alla riqualificazione di marciapiedi, lastricatura dei vicoli, videosorveglianza, come da progetto del Comune (gara d’appalto in corso), oltre all’inserimento in percorsi a carattere turistico e di valorizzazione commerciale. E riguarderebbe il tratto dalla chiesa fino a Corso Italia.
La chiusura al traffico sarebbe inoltre vincolata alla risoluzione della problematica del parcheggio al Bastione Sangallo. «Vivo qui, per cui non poter arrivare con la macchina davanti al portone so che potrebbe essere scomodo — aggiunge Rossi —. Ma sono convinta che migliorare l’aspetto della strada e poi pedonalizzarla favorirebbe gli esercizi commerciali. Ovviamente bisogna rispondere all’annosa mancanza di posti auto». A questo proposito Confesercenti chiede al Comune di affrontare nuovamente con la Sovrintendenza il nodo dell’area parcheggio recuperata nei pressi del Giardino Scotto. E sottolinea la necessità di riqualificare l’area dei ruderi di palazzo Pampana, sul lungarno Galilei, «non con un parcheggio a silo fronte Arno (ipotesi non praticabile), ma creando un’area a verde di collegamento con lo Scotto o con una ristrutturazione dell’area edificata».
Il quartiere di San Martino è il luogo nel quale affondano le radici storiche del commercio pisano. «In particolare, via San Martino un tempo era nota come la strada degli antiquari. Con il passare del tempo le caratteristiche sono profondamente mutate e una serie di fattori hanno determinato un’involuzione del commercio: crisi economica, riduzione del numero dei residenti nel centro storico, adozione della Ztl e carenza di aree parcheggio — dice Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti —. Analogamente al quartiere di San Francesco, in quest’area è stato raggiunto un livello equilibrato di movida grazie alla presenza di pubblici esercizi prevalentemente orientati sulla ristorazione di qualità. Penso anche a piazza Gambacorti che, pur presentando caratteristiche simili, ha meno problematiche rispetto alle Vettovaglie».
Francesco Loi
Sharon Braithwaite
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La pedonalizzazione, per Confesercenti, è comunque successiva alla riqualificazione di marciapiedi, lastricatura dei vicoli, videosorveglianza, come da progetto del Comune (gara d’appalto in corso), oltre all’inserimento in percorsi a carattere turistico e di valorizzazione commerciale. E riguarderebbe il tratto dalla chiesa fino a Corso Italia.
La chiusura al traffico sarebbe inoltre vincolata alla risoluzione della problematica del parcheggio al Bastione Sangallo. «Vivo qui, per cui non poter arrivare con la macchina davanti al portone so che potrebbe essere scomodo — aggiunge Rossi —. Ma sono convinta che migliorare l’aspetto della strada e poi pedonalizzarla favorirebbe gli esercizi commerciali. Ovviamente bisogna rispondere all’annosa mancanza di posti auto». A questo proposito Confesercenti chiede al Comune di affrontare nuovamente con la Sovrintendenza il nodo dell’area parcheggio recuperata nei pressi del Giardino Scotto. E sottolinea la necessità di riqualificare l’area dei ruderi di palazzo Pampana, sul lungarno Galilei, «non con un parcheggio a silo fronte Arno (ipotesi non praticabile), ma creando un’area a verde di collegamento con lo Scotto o con una ristrutturazione dell’area edificata».
Il quartiere di San Martino è il luogo nel quale affondano le radici storiche del commercio pisano. «In particolare, via San Martino un tempo era nota come la strada degli antiquari. Con il passare del tempo le caratteristiche sono profondamente mutate e una serie di fattori hanno determinato un’involuzione del commercio: crisi economica, riduzione del numero dei residenti nel centro storico, adozione della Ztl e carenza di aree parcheggio — dice Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti —. Analogamente al quartiere di San Francesco, in quest’area è stato raggiunto un livello equilibrato di movida grazie alla presenza di pubblici esercizi prevalentemente orientati sulla ristorazione di qualità. Penso anche a piazza Gambacorti che, pur presentando caratteristiche simili, ha meno problematiche rispetto alle Vettovaglie».
Francesco Loi
Sharon Braithwaite
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