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il fedelissimo 

«Sbagliato uscire dopo i gazebo» 

«Sbagliato uscire dopo i gazebo» 

Federico Gelli: si rischierebbe di consegnare la città all’opposizione

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PISA. Deputato Federico Gelli, lei continua ad erodere terreno ad Antonio Mazzeo nella ledership renziana a Pisa.
«Non scherziamo, questa è stata una vittoria di tutta l’area renziana. Al di là delle esperienze e delle differenze caratteriali e di stile fra me ed Antonio, se abbiamo ottenuto questo risultato straordinario è perché abbiamo lavorato con una squadra compatta».
Certo, ma il voto nei circoli è stato gestito con un suo fedelissimo alla guida del partito.
«Sono convinto che abbiamo fatto bene a sostenere Sonetti per la guida della segreteria provinciale. È vero, è un mio caro amico ma ha dimostrato negli anni di essere un ottimo dirigente di partito e un valido amministratore. E sebbene sia un renziano della prima ora come me ha saputo fare da garante per tutti».
La sinistra del partito non demorde: per le primarie si appella anche a non iscritti, delusi e fuoriusciti.
«Le primarie sono nel dna del Pd. Per noi sono state una straordinaria opportunità per vincere e portare una nuova classe dirigente alla guida del partito. Un partito deve essere democraticamente scalabile. Chiediamo però coerenza alle persone. Quando si vota alle primarie si pone la firma sul percorso programmatico del Pd. Non faremo la radiografia a chi viene ai gazebo. Certo, alcune dichiarazioni di esponenti usciti e ora pronti a partecipare mi sembrano condannabili. Peraltro sono quelli che si stracciavano le vesti per gli elettori di centrodestra delusi che nel 2013 vennero a votare Matteo».
C’è anche chi, se Orlando non recuperasse, a Pisa potrebbe aprire un’altra scissione.
«Non lo capirebbero gli elettori. Sarebbe un atteggiamento inqualificabile, perché rischierebbe di consegnare il governo della città all’opposizione».
Questa vittoria spinge un candidato sindaco renziano?
«Non facciamo confusione fra vita di partito e potenziali alleanze. Avviamo un percorso sui programmi, partendo dalle cose buone fatte da Filippeschi, e cercando di correggerne gli errori. Poi facciamo partire un percorso di ascolto fra associazioni di categoria, volontariato, imprenditori e chi ci chiede attenzione. Una volta raccolte tutte le istanze si elaborerà il programma, valuteremo quali siano le forze politiche disponibili ad una alleanza. Solo alla fine cercheremo un candidato condiviso. Se ci sarà convergenza su una figura bene, altrimenti la strada credo sarà quella delle primarie di coalizione».
Ancora polemiche sugli iscritti.
«Suvvia, in ogni stagione congressuale c’è un aumento fisiologico. E la commissione di garanzia li ha verificati e certificati».
(m.n.)

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