Sicurezza
l’ex ministra
«Non sia solo il partito di Renzi»
Maria Chiara Carrozza: il 30 aprile anche i delusi sostengano Orlando
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PISA. Onorevole Maria Chiara Carrozza, è stata la coordinatrice regionale della mozione di Orlando. In Toscana non è andata benissimo.
«Non direi, anzi. Siamo consapevoli delle difficoltà. Ed è vero che rispetto al 2013, quando in provincia di Pisa vinse Cuperlo, non ci siamo ripetuti. Ma la candidatura di Andrea Orlando è stata costruita molto velocemente, nei circoli spesso è mancato il tempo per i dibattiti. Quindi siamo molto soddisfatti, e proprio dei risultati di Carrara, Livorno e Pisa. Quel 40% è un’ottima base per ripartire».
Dunque non è già tutto scritto, alle primarie proverete a ribaltare il risultato?
«Non ci sono giochi già fatti. Credo anzi che adesso si apra la fase più importante, quella all’esterno del partito. Dobbiamo allargare la base elettorale e convincere molte persone a votare alle primarie per includerle poi fra gli elettori».
Quindi chiamerete al voto anche chi è uscito?
«Be’, credo che non dovrebbero votare gli eletti. Ma è giusto fare appello a tutti coloro che hanno seguito la costituzione di Mdp. A loro dobbiamo chiedere di stare con noi, magari anche ripensandoci, e dare forza alla sinistra del Pd. È una chiamata rivolta soprattutto a chi non ha rinnovato la tessera, a chi è indeciso, e a chi si è sentito escluso. Il Pd non può permettersi di eleggere il segretario con un numero così esiguo di iscritti. Io ho scelto di promuovere la mozione di Orlando per attrarre chi si sente di centrosinistra»
Il rischio quale sarebbe?
«È evidente. Se non riequilibriamo, avremo un partito di un uomo solo al comando, invece dobbiamo ridare voce e spazio a tutta la comunità del Pd»
Crede che i renziani siano poco interessati a primarie partecipate?
«Non lo so, però non ho ancora sentito una grande chiamata a votare. Bene, la faccio io. In Toscana, sul territorio di Renzi, abbiamo raggiunto un ottimo risultato. Possiamo fare ancora meglio. Sono contenta di come siamo ripartiti, e ora ci giochiamo molto, soprattutto la sfida per cambiare rotta al Pd»
Alessandra Nardini, proprio a pochi giorni dalla chiusura, ha riaperto le polemiche sull’anomalia di molti nuovi iscritti reclutati a un passo dalla chiusura del tesseramento. È d’accordo?
«Alessandra ha ragione e a Pisa ha fatto grandissimo lavoro. E credo che sarà importante verificare se tutti questi nuovi entrati faranno vita nei circoli, sono curiosa di vederli».
Ma se alla fine vincesse Renzi, voi darebbe sostegno alla sua corsa per le politiche?
«Certo, chi vince, il giorno dopo riceve il sostegno di tutti. Questo è il principio base delle primarie».
(m.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Non direi, anzi. Siamo consapevoli delle difficoltà. Ed è vero che rispetto al 2013, quando in provincia di Pisa vinse Cuperlo, non ci siamo ripetuti. Ma la candidatura di Andrea Orlando è stata costruita molto velocemente, nei circoli spesso è mancato il tempo per i dibattiti. Quindi siamo molto soddisfatti, e proprio dei risultati di Carrara, Livorno e Pisa. Quel 40% è un’ottima base per ripartire».
Dunque non è già tutto scritto, alle primarie proverete a ribaltare il risultato?
«Non ci sono giochi già fatti. Credo anzi che adesso si apra la fase più importante, quella all’esterno del partito. Dobbiamo allargare la base elettorale e convincere molte persone a votare alle primarie per includerle poi fra gli elettori».
Quindi chiamerete al voto anche chi è uscito?
«Be’, credo che non dovrebbero votare gli eletti. Ma è giusto fare appello a tutti coloro che hanno seguito la costituzione di Mdp. A loro dobbiamo chiedere di stare con noi, magari anche ripensandoci, e dare forza alla sinistra del Pd. È una chiamata rivolta soprattutto a chi non ha rinnovato la tessera, a chi è indeciso, e a chi si è sentito escluso. Il Pd non può permettersi di eleggere il segretario con un numero così esiguo di iscritti. Io ho scelto di promuovere la mozione di Orlando per attrarre chi si sente di centrosinistra»
Il rischio quale sarebbe?
«È evidente. Se non riequilibriamo, avremo un partito di un uomo solo al comando, invece dobbiamo ridare voce e spazio a tutta la comunità del Pd»
Crede che i renziani siano poco interessati a primarie partecipate?
«Non lo so, però non ho ancora sentito una grande chiamata a votare. Bene, la faccio io. In Toscana, sul territorio di Renzi, abbiamo raggiunto un ottimo risultato. Possiamo fare ancora meglio. Sono contenta di come siamo ripartiti, e ora ci giochiamo molto, soprattutto la sfida per cambiare rotta al Pd»
Alessandra Nardini, proprio a pochi giorni dalla chiusura, ha riaperto le polemiche sull’anomalia di molti nuovi iscritti reclutati a un passo dalla chiusura del tesseramento. È d’accordo?
«Alessandra ha ragione e a Pisa ha fatto grandissimo lavoro. E credo che sarà importante verificare se tutti questi nuovi entrati faranno vita nei circoli, sono curiosa di vederli».
Ma se alla fine vincesse Renzi, voi darebbe sostegno alla sua corsa per le politiche?
«Certo, chi vince, il giorno dopo riceve il sostegno di tutti. Questo è il principio base delle primarie».
(m.n.)
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