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Pisa

ecco l’innovation lab

Quando l’innovazione è... di casa

Quando l’innovazione è... di casa

L’Università apre un laboratorio per far stare vicine ricerca e impresa

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PISA. «Uno spazio dove diventa visibile il ruolo che il dipartimento ha nei confronti dell'innovazione». Questo è, nelle parole del direttore del dipartimento di Informatica Gianluigi Ferrari, l'Innovation Lab dell'Università di Pisa inaugurato in Largo Bruno Pontecorvo: il laboratorio dedicato ad aziende spin off e start up del settore dell'Ict nate da idee germogliate in ambito accademico.

Sono infatti ex studenti o ricercatori i fondatori di BioBeats, Biocare Provider, Geckosoft, Tennis Commander e Zerynth, le cinque aziende sviluppatrici di software e servizi web che usufruiranno del nuovo spazio informatico creato per loro all'interno del dipartimento. L'idea è quella di mantenere attiva e feconda la connessione con il luogo che ha dato loro origine, «di dar vita ad uno spazio - ha spiegato ancora Ferrari - in cui siano fisicamente visibili le relazioni esistenti tra l'attività di ricerca e l'applicazione di essa». Sì, perché se dalla ricerca queste aziende sono nate, della ricerca continuano a nutrirsi, e pur avendo tagliato il cordone ombelicale e spiccato il volo verso nuovi importanti orizzonti, diversi sono i progetti che portano avanti insieme a docenti e ricercatori del dipartimento. «Una stanza in affitto la si può prendere ovunque - ha infatti commentato Davide Morelli, anima di BioBeats - la cosa interessante qui è la collaborazione continua tra azienda e Università, che reca dei vantaggi tanto all'una quanto all'altra. Per chi come me ha creato una start up - ha spiegato meglio il fondatore della spin off che opera in campo biomedico - è difficile fare ricerca ad alto livello, perché si è sempre dietro al prodotto, a cercare di vendere. D'altro canto, però, i dati che riusciamo ad acquisire facilmente e velocemente sono per i ricercatori difficili e preziosi». Quella di Davide è un'azienda affermata a livello internazionale (famose le sue app "Pulse", che genera musica a partire dal battito cardiaco, e "Hear and Now" che rileva il livello di stress), partita da un'idea sviluppatasi durante il Phd+ e il dottorato e poi consolidatasi a Londra e a San Francisco, due luoghi famosi per l'innovazione che tuttavia, secondo il ricercatore, non raggiungono gli stessi livelli qualitativi delle nostre università. «Sono orgoglioso di provenire da un ateneo che nell'ambito della proprietà intellettuale e delle spin off occupa le prime posizioni in Italia», ha concluso Paolo Miccoli, componente del consiglio dell'Anvur. La presentazione è avvenuta in occasione dell'apertura di un ciclo di seminari con aziende leader del settore informatico. Ospite di ieri il ricercatore Microsoft Luca Cardelli.

Enza Chiappone

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