Toscana
Matteo vola e inizia l’era turborenziana
Sonetti: «Uniamo la comunità smarrita» L’ex premier conquista anche Pisa
PISA. «Non c'è stata nessuna irregolarità, si è votato in tutti i circoli dopo lo svolgimento dei dibattiti. Le polemiche erano e sono comprensibili. In una sfida, c'è chi vince e chi perde». Ma questo è il day-after, dice Massimiliano Sonetti, e dunque è arrivato il momento di ricucire i lembi sfrangiati del partito, provare a ricostruirlo laddove è andato in pezzi.
«Dal giorno dopo - dice il segretario provinciale del Pd pisano - dobbiamo rimettere insieme una comunità che sento un po’ smarrita». E smarrimento è decisamente un eufemismo. Prima la orlandiana Alessandra Nardini (e pure lo stesso Orlando) che, quasi a tempo scaduto, mugugna e allude a un tesseramento gonfiato, poi più di un TtR, vecchio e nuovo, che definisce il congresso nei circoli un «votificio» di tesserati che sbuffano durante i dibattiti e non vedono l’ora di potersene andare a casa. Renziano della prima ora, fedelissimo del deputato Federico Gelli, il segretario provinciale del Pd pisano prova a fare da tessitore. Non può, non deve, cedere alla frenesia di una facile esultanza, ora che i risultati del congresso in provincia (ri)consacrano una fase dancing del Pd, tanto da aver accesso per la prima volta il turborenzismo nel partito pisano. Se non proprio con i numeri nazionali, anche in provincia di Pisa infatti Matteo Renzi conquista la leadership del partito.
L'ex premier ottiene il 58,33% (1755 voti), Andrea Orlando il 40,44%, Michele Emiliano appena l'1,23%. Renzi vince quasi ovunque, ribalta i risultati del 2013 (quando Gianni Cuperlo si affermò con il 50% e lui rimase al 39%) e soprattutto conquista Pisa, che sembrava dover restare un fortino della sinistra del partito. «Sono molto contento, abbiamo fatto un gran lavoro, a chi ha lasciato dico con rammarico che si è perso un grande esercizio di democrazia - dice Sonetti in mattinata parlando da via Fratti- e sono contento soprattutto per la grande partecipazione», dice Sonetti.
L'affluenza è uno dei nodi su cui si concentra di più l'attenzione del segretario e dei renziani. Sono andate al voto in 86 circoli 3024 persone, ben il 60,23% degli aventi diritto, cioè i 5.069 iscritti da poco certificati. «Nel 2013 l'affluenza si fermò al 48,59%», precisa Sonetti. Certo, all’epoca gli iscritti totali superavano le 6mila unità e al voto, in termini assoluti, andarono oltre 3200 persone. Ma per Sonetti proprio l’affluenza, «è il segnale chiaro del fatto che il Pd si sia rimesso in cammino dopo le difficoltà. E se Matteo venisse confermato segretario anche dalle primarie, allora dopo spero che tutti lavorino per dargli sostegno». Il messaggio è chiaro: ci sono amministrative importanti in ballo, guai ad aprire faide, guai a ripetere un effetto Cascina. Insomma, liquidata così la scissione e l’uscita di Paolo Fontanelli, di fatto diventato il leader locale di Mdp, assorbita la minaccia dei TtR (i Tutti tranne Renzi), cioè dei rossiani, bersaniani, dalemiani, cuperliani, lettiani e ex renziani rimasti fra nel Pd e decisi a prenderne il timone. Renzi vice praticamente ovunque, tanto che nel pomeriggio i renziani vicini ad Antonio Mazzeo organizzano una conferenza stampa “parallela” a quella del segretario al circolo Leopolda, uno dei pochi in cui l’ex premier sia andato sotto in città. «Se non ci sentiamo abbastanza rappresentati da Sonetti? - si schermisce Ranieri Bizzarri, responsabile dei comitati renziani - Macché, semplicemente ci sembrava giusto fare il punto. Certo, la scelta di questo posto è simbolica, partiamo da dove c’è più strada da fare». In realtà, da queste stanzette con Berlinguer e Gramsci ancora appesi alle pareti, Bizzarri e i renziani sembrano agitare i numeri della vittoria a mo’ di scalpo. «Dovunque c’erano dirigenti e sindaci a sostenere Orlando - dice Bizzarri - abbiamo vinto noi che in giro per i circoli abbiamo mandato giovani», dice Bizzarri. Così, ad esclusione di Pontedera, dove Orlando si attesta sul 60% mentre l'ex premier resta fermo al 40%, ma per il boom di voti a sinistra al circolo Fuori del Ponte, le truppe renziane vincono ovunque: Cascina (50,9% - 46,6), Santa Croce (67,7 - 32,4), Volterra (79,7 - 20,3), San Giuliano (60,7 - 37,7), Ponsacco (50,6 - 49,4). Ma soprattutto a Pisa (Renzi sale al 55,9%, Orlando resta a quota 42,14%). E dove interprete della mozione Orlando è stato, in molti dei dibattiti, il sindaco Marco Filippeschi.
(m.n.)
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