Gioco
Scritta contro avvocatessa accusata di essere razzista
Il legale è stato il portavoce dei cittadini contrari ai migranti nel podere Lamone. "Sono leghista, ma quell'incarico era un impegno professionale".
TIRRENIA. Lo sfregio è sul cancello in legno. Un marchio di infamia per chi lo ha pensato e messo in pratica con la viltà di chi agisce nel buio. Tre parole: "Razzista di m...". A ricevere l'attenzione con dedica dell'anonimo autore o autrice del messaggio è un avvocato, Antonella Signorini, residenza Tirrenia. La sua colpa, legando idee politiche e impegno professionale, nelle ipotesi degli investigatori sarebbe quella di aver rappresentato in un'assemblea sul litorale ai primi di febbraio la contrarietà di centinaia di residenti del litorale all'arrivo di migranti nel podere Lamone. Che il cuore dell'avvocato batta per la Lega Nord non è un mistero.
Tanto che la sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, denuncia l'episodio sul suo profilo Facebook: «Solidarietà ad una nostra iscritta di Tirrenia che ha subìto questa vile intimidazione. Colpevole di essersi opposta all'arrivo di nuovi profughi sul litorale di Pisa. Chi sarebbero gli intolleranti? Noi la scritta la cancelliamo, la stupidità di chi l'ha scritta invece è indelebile». Più che opporsi ai profughi quella sera l'avvocato si era fatto portavoce di una preoccupazione. Insomma, era lì come professionista e non come leghista che tuona contro i clandestini. «Sospetti non ne ho - spiega l'avvocato -. Sinceramente non capisco questa scritta che, secondo i carabinieri, guardando bene il tratto potrebbe appartenere a una mano femminile. A quell'assemblea nella sede della Croce Rossa ho partecipato come legale che non poteva, né doveva esprimere opinioni politiche, anche per una questione deontologica. Circa 300 persone si sono rivolte a me perché le rappresentassi in un'assise pubblica dove avrei dovuto ricevere risposte dal prefetto in merito all'accoglienza di nuovi ospiti. Mi sono limitata ai fatti chiedendo risposte specifiche. L'assenza del prefetto ha creato disagio e confusione. Allora ho rivolto le domande ai rappresentanti del Comune senza, però, ricevere risposte. Quindi i presenti hanno voluto interagire direttamente con l'assessore e il presidente della Croce Rossa. Ne è nato un confronto particolarmente acceso e a quel punto sono andata via».
Da quella sera il silenzio, almeno come effetti nei confronti della professionista. Fino a quella scritta diffamatoria con cui è stato imbrattato il cancello in legno a bordo strada in uno di quei dedali di viuzze ovattate a due passi dal litorale. L'avvocato se ne è accorta di mattina, al momento di uscire dallo studio legale. Chi ha spruzzato lo spray di colore blu per marcare con l'offesa la proprietà del legale si è mosso di notte. «Abbiamo le telecamere e valuteremo come procedere una volta viste le immagini - afferma Signorini -. Certo, amareggia sapere che esistono simili personaggi. Gli avvocati difendono clienti accusati di omicidio e non possono rappresentare persone che chiedono risposte su un tema come l'immigrazione? Ma andiamo. In questo modo un legale non potrà più lavorare. Chi ha scritto quella frase è una persona moralmente involuta che non ha il coraggio di metterci la faccia, né assumersi le responsabilità delle proprie azioni. Non solo. È gente che fa accrescere la certezza che sono inadatti a vivere in un contesto sociale dove il confronto è il primo cardine di una convivenza etica. Non sanno vivere in società, agiscono al buio, senza coraggio".
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