Finanza
È morto il professor Lisanti
Era il primario di Ortopedia e Traumatologia 1 a Cisanello. Aveva 66 anni. Il decesso domenica sera
PISA. Sapevano che sarebbe successo. Ma non così presto. La malattia al pancreas contro cui combatteva da tempo ha spento domenica sera 2 aprile il professor Michele Lisanti, 66 anni, pisano, responsabile di Ortopedia e Traumatologia 1 a Cisanello, già primario per anni al Lotti di Pontedera. Stava male il medico, che da qualche mese aveva ridotto la sua presenza in ospedale. Le terapie che inizialmente sembravano dare risposte negli ultimi tempi avevano diminuito l'efficacia. Non era la guarigione l'obiettivo, ma una cura che potesse ancora dare speranza di un'attività professionale o di una qualità della vita che alla fine non è stata nemmeno sfiorata. Era a casa da giorni e ieri sera, con il conforto dei familiari, Lisanti è spirato nel letto della sua abitazione a Pisa. Oggi sarà decisa la data del funerale.
Una perdita per il mondo della medicina, non solo pisana. Stakanovista della sala operatoria, il professore negli anni ha collezionato quasi diecimila interventi tra ortopedia e traumatologia. Non gli era riconosciuta solo la capacità professionale, ma quello che dava al medico un valore aggiunto, non sempre riscontrabile in altri colleghi, era un'umanità nel trattare il paziente, che era il segno distintivo della sua attività in camice bianco.
Laureato nel 1976 con il massimo dei voti, aveva iniziato l'attività nella clinica ortopedica diretta dal professor Giorgio Marchetti e la sua formazione pratica era avvenuta sotto la guida del professor Nicolino Marchetti. Nel vasto curriculum ci sono pubblicazione scientifiche nazionali e internazionali oltre ad aver insegnato e guidato nell'avvio della professione centinaia di medici ortopedici laureati a Pisa. Dopo aver diretto l'ortopedia di Pontedera, negli anni Duemila, sotto la direzione di Vairo Contini, passò al policlino di Cisanello. Una sede prestigiosa non solo per la platea di pazienti a cui prestava attenzione ma anche per le opportunità di ricerca fornite da una delle eccellenze della sanità nazionale. L'ultimo sforzo dedicato ai suoi pazienti e a quelli che arriveranno dopo di lui era stato presentato nei giorni scorsi: un percorso ambulatoriale per evitare le fratture nei malati oncologici.
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