Attenzione
Sfida a bocce negli spazi deserti
L’ironia di Noi Adesso Pisa per denunciare il mancato utilizzo degli scambiatori
PISA. «Potrebbe essere un ottimo bocciodromo. O, perché no, anche un campo per praticare street basket o calcetto. Oppure una buona location per feste ed iniziative». La lista Noi adesso Pisa fa leva sull’ironia per denunciare il deserto di asfalto tra San Giusto e l’Aurelia e trasforma per alcuni minuti il piano superiore di uno dei due parcheggi del Pisamover in un improvvisato bocciodromo. «Avevamo detto che sarebbe stato un fallimento e un inutile spreco di denaro - sottolinea Diego Petrucci, ex consigliere comunale -. Il nostro augurio è di sbagliarci, ma qui c’è un parcheggio enorme vuoto e prossimamente organizzeremo qualche altra iniziativa per animarlo un po’».
Pallino, bocce e la libertà di giocare senza intralci sulla distesa di cemento che affaccia sull’Aurelia. Il maxi-parcheggio da 1.400 posti totali, uno degli assi per la tenuta economica del Pisamover, la navetta costata 72 milioni di euro, continua ad avere parecchie difficoltà a decollare. O, meglio, ad essere frequentato da pendolari ed automobilisti che continuano a spingersi fino al centro cittadino per cercare un parcheggio. Appena sette le auto che ieri mattina, intorno alle 11, hanno oltrepassato le sbarre automatiche.
«Certo, è sabato, ma la situazione negli altri giorni non è differente e probabilmente con il processo di potenziamento di Peretola il progetto Pisamover andrà incontro a nuove difficoltà», sottolinea Leonardo Sbrana, attivista di Noi adesso Pisa, che chiede di posizionare almeno qualche cartello per avvertire della presenza dei parcheggi ed indirizzare in quella zona pendolari ed automobilisti. «La nostra speranza è che inizino a riempirsi - aggiunge Maurizio Nerini, capogruppo in consiglio comunale di Noi Adesso Pisa - ma per il momento i parcheggi si sono rilevati un fallimento, come lo stesso trenino per il quale sembrano irrealizzabili i flussi di utenti preventivati». Numeri, per il momento negativi, che rischiano di sgonfiare l’intero progetto. «È un’opera che non avrà guadagni e se i numeri rimarranno quelli attuali tra qualche anno bisognerà intervenire per far fronte al degrado che avanzerà - accusa Livia Nuvoli, attivista del movimento politico -. Qualcuno dovrà chiedere scusa: non basta dire che sono stati investiti finanziamenti europei, perché gli stessi potevano essere utilizzati per creare percorsi turistici adeguati».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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