La manifestazione
«Sbuffi anziché confronto e non ho più votato Renzi»
Il consigliere comunale Francesco Pierotti spiega perché ha cambiato idea al congresso del circolo Pd di Pratale: «È mancato il rispetto dei compagni»
PISA. «Ero andato per votare Renzi. Come ho votato sì al referendum. Nonostante lo abbia perso lui, male, personalizzandolo. E nonostante anche ora, con questi congressi, non dimostri lucidità di vedute, non dimostri di aver capito perché ha perso. E ieri sera ho capito che non potevo votarlo. Perché, nonostante tutto, credo in un partito fatto di persone che si confrontano. Che si rispettano. Che sanno di trovarsi all’interno di un’unica comunità di intenti e ideali. E ieri sera non era così. Non è stato così». Lo ha scritto sul suo profilo Facebook Francesco Pierotti, consigliere comunale del Pd, dopo il congresso del circolo di Pratale, «il mio - scrive - quello che ho contribuito a fondare e che ho aiutato a vivere, tra alti e bassi».
«Sono andato contento, anche se stanco per una giornata lunga. Nella sede Pd di via Galluzzi a Pisanova, con quell’immagine enorme di Berlinguer alla parete, che tutte le volte mi fa ricordare di quando fui eletto segretario di circolo, nel 2008. Una sera come ieri. E come ieri, anche allora c’era il mio amico Andrea Ferrante e presentava l’altra candidata, alternativa a me. Come ieri, lui a presentare la mozione Orlando. Io andato per votare Renzi». Il racconto di Pierotti prosegue: «Da allora ci sono stati tanti congressi, alcuni più vivaci e dibattuti, perché c’era una speranza di cambiamento. Altri meno, per stanchezza e perché le cose in quel momento non andavano bene. Ma sempre partecipati da persone che avevano voglia di ascoltare, che volevano capire. E invece ieri sera per la prima volta non c’è stato dibattito. C’erano poche persone di quelle conosciute. Ce n’erano di nuove ed impazienti di fare quello per cui erano venute: votare. Solo votare. Impazienti ed insofferenti di fronte alla presentazione delle mozioni. Addirittura sbuffi alla presentazione della mozione Orlando, gesti come per dire a chi la presentava “stringi”, sbrigati».
«Ero andato per votare Renzi - spiega Pierotti -. Perché ci credo ancora nel suo dinamismo, perché non vedo alternative, credo nella sua capacità di fare. Nonostante gli errori fatti, soprattutto politici, i deliri di onnipotenza che in tanti momenti ha avuto, l’arroganza, nonostante i molti, troppi strappi che sul territorio in questi anni si sono visti e che hanno portato a risultati imbarazzanti come a Cascina, nonostante come ha gestito il partito, incapace di trovare una sintesi, un compromesso culturale tra le sue diverse anime. E alla fine mi sono sentito di fraternizzare con Andrea Ferrante, con quel compagno che, d’accordo o meno, sempre compagno rimane».
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