Finanza
Bancarotta, assoluzione per Eurnekian e Naldi
Il magnate argentino e il manager di Toscana Aeroporti erano sotto processo per il crac della compagnia Volare in cui l’industriale investì 40 milioni di euro
PISA. L’onore è stato restituito. I soldi no. Li aveva già persi quando cercò di entrare nel business dei voli low cost e si ritrovò socio di riferimento di una società che di lì a poco implose con un passivo di circa 500 milioni di euro. Un crac che diventò inchiesta giudiziaria e poi processo per bancarotta con dieci imputati tra amministratori e soci.
A distanza di 12 anni dal fallimento di Volare Spa, il magnate argentino Eduardo Eurnekian, proprietario con la sua Corporacion America Italia Spa del 51,13 per cento di Toscana Aeroporti e Roberto Naldi, vicepresidente esecutivo della società che gestisce gli scali di Pisa e Firenze, sono stati assolti da ogni accusa. Alla fine sono stati condannati in quattro e sei gli assolti, tra i quali, oltre a Eurnekian e Naldi, anche l’ex presidente di Confindustria Giorgio Fossa. La campagna d’Italia per mettere le bandierine sulla mappa degli scali aeroportuali iniziò con un bagno di sangue a livello finanziario per l’industriale armeno-argentino che ora gestisce oltre 50 aeroporti in tutto il mondo. Fondata nel 2000, Volare Spa aveva l’ambizione che alla lunga si è rivelata vincente, ma per altre compagnie come Ryanair. Già nel 2004 era in crisi e nel 2005 fu dichiarato il fallimento. Prima del default, Eurnekian entrò nella società rilevando il 38,6 per cento pagandolo una quarantina di milioni di euro. A chi gli fece notare che altri soci avevano versato meno per le stesse azioni, il magnate rispose: «Nelle operazioni di compravendita il prezzo è anche determinato dal mix tra opportunità e necessità». Insomma, l’imprenditore voleva entrare nel mercato italiano degli aeroporti e Volare era un’occasione da non perdere. Anche a costo di alzare la posta con un investimento ad alto tasso di rischio. A vigilare su conti e gestione aveva mandato l’ingegner Naldi, il suo braccio destro per l’Europa. Dal fallimento al rinvio a giudizio, Eurnekian ha sempre ribadito la sua estraneità alle contestazioni mosse dalla Procura, come quella di aver voluto favorire la vendita di Volare Spa ad Alitalia in modo irregolare. «La verità è che siamo stati truffati» fu la difesa fin dal principio quando iniziò a mettere il naso nel bilancio scoprendo manipolazioni contabili e uscite fuori controllo. «Il mio assistito ha sempre avuto fiducia nella giustizia italiana - commenta l’avvocato Roberto Marconi -. Una sentenza giunta dopo diversi anni, in un quadro di elevata complessità e che rappresenta un atto di riparazione sul piano etico e morale per Eurnekian».
La cronaca di questi anni ci racconta di un imprenditore che non si abbatte per un affare andato male. E che è pronto, dopo una sconfitta, a rialzarsi cogliendo un successo: l’operazione Toscana Aeroporti.
Pietro Barghigiani
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