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Falconeria al Museo di Calci fronte del no contro l’esibizione

Falconeria al Museo di Calci fronte del no contro l’esibizione

CALCI. «Oggi giocate coi falchi, domani cosa farete? Domatori di leoni?» Sono tutti di questo tenore i commenti che in questi giorni tempestano i canali social del Museo di Storia Naturale dell'Univ...

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CALCI. «Oggi giocate coi falchi, domani cosa farete? Domatori di leoni?»

Sono tutti di questo tenore i commenti che in questi giorni tempestano i canali social del Museo di Storia Naturale dell'Università di Pisa alla Certosa in merito all'ultimo evento organizzato, dedicato a "L'arte della falconeria". Tre appuntamenti a pagamento, il 2 e 25 aprile ed il 14 maggio, dove si terranno dimostrazioni di volo libero di rapaci come poiane, falchi, gufi e barbagianni. Sull'esibizione organizzata da un museo di storia naturale, legato all'Università, sono in molti a storcere il naso, esperti e non. Come i tanti naturalisti e ornitologi che in questi giorni danno battaglia a suon di lettere rivolte tanto al direttore del museo Roberto Barbuti, quanto all'associazione Falconieri del Granducato di Toscana, chiamata a fare la dimostrazione.

«Apprendo con sgomento e disappunto di questo appuntamento - scrive l'ornitologo Enrico Meschini. - La falconeria è una pratica diseducativa e inopportuna, che vede l'uso di animali vivi e che presta culturalmente il destro ad attività di bracconaggio contro specie protette». Parole alle quali danno sponda altri commenti. «Ancora una volta il museo gioca con la natura - dice Paola Zintu, medico veterinario. - Spero che presto la gestione cambi». «Siete ben lontani dalla vera divulgazione scientifica» aggiunge Arianna Longarini. «Per far conoscere i predatori si potrebbe chiamare qualche domatore di tigri e montare nel prato le gabbie da circo» ironizza invece Alessandro Spinelli, naturalista pisano.

Commenti arginati solo dalla lettera del direttore del museo Barbuti, che annuncia un incontro dedicato alle ragioni di chi dissente. «Anni di esperienza ci hanno insegnato che è più formativo l'incontro con un animale vivo e confidente dello studio accademico. Sulla falconeria ci siamo rivolti ad una delle associazioni più virtuose, distintasi per la strenua lotta contro il bracconaggio».

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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