Sicurezza
Quel ponte fu costruito dal Genio civile
L’annuncio del sindaco nel consiglio comunale sulla tragedia di Ripafratta. Parducci: «Le famiglie sono tornate in Romania»
SAN GIULIANO TERME. Il ponte di Ripafratta fu abbattuto dai tedeschi in ritirata e poi fu ricostruito dal Genio civile tra il 1950 e il 1952. È quanto è emerso dalle ricerche effettuate dagli uffici comunali negli ultimi due anni, da quando i Comuni di San Giuliano e Vecchiano si sono interessati all'infrastruttura.
La Procura, in seguito al tragico incidente con tre vittime avvenuto il 19 marzo, ha acquisito gli atti, compreso il recente carteggio tra gli uffici sangiulianesi, vecchianesi e provinciali. Lo ha spiegato il primo cittadino all'assemblea consiliare di ieri pomeriggio.
«Da quando mi sono insediato ho lavorato per individuare la proprietà del ponte. Ad oggi sappiamo che il ponte non è censito da nessuna parte; è una porzione che collega una strada regionale ad una strada statale - dice il sindaco Sergio Di Maio -. Verosimilmente questo ponte fu costruito dal Ministero dei Lavori Pubblici attraverso il provveditorato regionale alle opere pubbliche per la Toscana, nella sua articolazione del Genio civile».
Nell’ottobre 2015 furono effettuati interventi di riempimento di alcune buche sul manto stradale del ponte. Così come nel 2015, dopo un verbale della polizia municipale. «Siamo intervenuti per una questione di buon senso e per assicurare una viabilità sicura - dice Di Maio -. La Provincia ha dichiarato che non è loro. Nel settembre del 2016 abbiamo scritto una nota al Genio civile di Pisa e a quello di Lucca per capire se potevano spiegarci di chi fosse. Ma non è emerso alcun dato. Sembra una barzelletta ma ad oggi non sappiamo di chi sia questo ponte». Dal 2014 ad oggi, dunque, i funzionari dei Comuni di San Giuliano e Vecchiano si sono incontrati più volte con i colleghi della Provincia. L'ultimo risale al gennaio 2017, poche settimane prima dell'incidente. I vigili del fuoco intervenuti dopo il dramma hanno posizionato delle barriere in sostituzione di quelle abbattute dalla macchina caduta nel Serchio e hanno prescritto di far passare i pedoni sul lato opposto. Intanto, la Prefettura sta coordinando le ricerche sulla proprietà dell'attraversamento viario.
«È assurdo che non si sappia di chi sia uno dei principali ponti di collegamento tra i due comuni. È sconvolgente - commenta Giacomo Mannocci di Noi Adesso San Giuliano-Fdi -. E fa venire in mente tutti i pregiudizi sull’amministrazione italiana. È necessario approfondire gli atti in mano all’amministrazione nella commissione competente, al di là dell'indagine penale in corso».
Mentre Andrea Giuliani (M5S) chiede di considerare l'ipotesi di una chiusura temporanea del ponte «affinché non accada un'altra tragedia». Mauro Parducci (Impegno e Solidarietà) sottolinea: «Le famiglie colpite sono tornate nel loro Paese d’origine. Sette bambini sono rimasti orfani e perderanno l'occasione di istruirsi. Quelle protezioni sono di burro; quel ponte è maledetto e trent'anni fa il Comune installò delle strettoie per evitare il passaggio dei camion provenienti dalle cave di Avane. La proprietà si troverà ma intanto bisogna creare le condizioni affinché non ci sia pericolo».
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