Proteste
Il debutto di “Campo Progressista”
Da Ghimenti a Marchetti: gli amministratori che scelgono la proposta Pisapia
PISA. «È urgente un cambiamento, un sussulto nell’analisi e nella proposta politica della sinistra, ovunque essa si trovi: associazioni, partiti, movimenti, territori». Inizia così un documento firmato da alcuni amministratori dei Comuni dell’area pisana. Sono per la maggior parte ex esponenti di Sel. Che in prima battuta non avevano condiviso lo scioglimento di Sel e in seguito non avevano aderito a Sinistra Italiana, ora a guida nazionale pisana con Nicola Fratoianni. Ora la scelta ufficiale: dicono sì alla «molto convincente proposta politica nazionale lanciata da Giuliano Pisapia con “Campo Progressista”». Le firme sono quelle di Sara Agostini, consigliere Comune di Vecchiano; Catia Cavallini, assessore Vicopisano; Francesco Cordoni, consigliere Comune San Giuliano; Lorenzo Del Zoppo, assessore Vecchiano; Massimiliano Ghimenti, sindaco di Calci; Franco Marchetti, assessore San Giuliano; Aldo Picchi, consigliere Vicopisano.
«Si tratta di una sfida impegnativa - spiegano - che deve mettere al centro i cittadini ed i loro bisogni: uguaglianza, occupazione, solidarietà. Un cambiamento urgente e una sfida necessaria perché l’alternativa è quella del baratro pericoloso delle destre: nazionalismi e autoritarismi alzano muri, mentre paure e angosce aumentano l’esclusione sociale».
Gli amministratori ribadiscono di muoversi «nell’orizzonte politico del centrosinistra», definendo “Campo Progressista” «uno spazio aperto che faccia maturare un’agenda di discontinuità nelle politiche nazionali, un campo sul quale piantare saldamente una politica che non sia contro qualcuno, ma per molti». Per queste ragioni, aggiungono, «guardiamo con interesse ai diversi tentativi di dialogo della sinistra nel Parlamento e fuori dal Parlamento all’interno dei quali ci pare di vedere un’elaborazione politica in grado di mettere di nuovo al centro i cittadini ed i loro bisogni reali». Il riferimento è anzitutto ad Articolo Uno, gli scissionisti a sinistra del Pd.
«Il presente - concludono - ci chiede la costruzione di questo spazio libero, aperto, inclusivo; la sfida consiste nell’interpretare questo presente con una proposta progressista e di sinistra che riparta dai territori per giungere fino al nazionale».
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