Sicurezza
Pisamover, si cercano alternative e rimedi a quei parcheggi vuoti
I consiglieri comunali di opposizione: lo avevamo previsto Servono iniziative di integrazione con gli altri mezzi cittadini
PISA. Ormai c’è. Va fatto funzionare a tutti i costi, ma senza aggravi per le casse comunali. E' questa la posizione delle liste da sempre contrarie al progetto Pisamover, ovvero Noi Adesso Pisa e Una Città in Comune-Prc. L’articolo de Il Tirreno di ieri fotografava la mancanza di auto nei parcheggi del Pisamover. Marco Ricci (Ucic-Prc) non solo aveva già immaginato che i due parcheggi per 1.400 posti sarebbero stati un flop di medio periodo, ma pensa anche che la semplice campagna di informazione, annunciata da Pisamo e dal consorzio Pisamover, non risolverà tutti i problemi. «Ci vuole un sistema che semplifichi l’utilizzo di più mezzi di mobilità, come ad esempio un abbonamento che unisca il Pisamover ai bus ed al bike sharing», dice Ricci. Se un pendolare proveniente da Livorno parcheggia l’auto nell’area dell’Aurelia, deve lasciare la macchina, comprare il biglietto della navetta, arrivare alla stazione, percorrere tutto il sottopasso della stazione e prendere un bus o una bicicletta del bike sharing per andare a lavoro (a meno che non vada in un posto raggiungibile a piedi). «E’ una missione impossibile - dice Ricci -, di quanti spiccioli ha bisogno? Gli deve essere fatto un abbonamento che comprenda navetta, bus e/o bici. Il tutto a prezzi convenienti». Per Ricci dunque non basta mettere qualche segnale stradale indicante l’esistenza di un parcheggio, bensì si doveva procedere con una strategia di intermodalità e «prima dell’inaugurazione». Il parcheggio da 1.400 posti, se rimane vuoto, rappresenta un mancato incasso e quindi un costo indiretto. «Ci è stato assicurato che se anche le cose non andranno bene per il consorzio del Pisamover, il Comune non ci rimetterà un euro. Ma non ne siamo così sicuri», conclude Ricci.
Il capogruppo di Nap, Maurizio Nerini, sul punto aggiunge: «Che sia chiaro, il Comune e Pisamo non devono mettere un solo euro per segnaletica e pubblicità, e la campagna informativa doveva essere serrata ed anticipata». Nerini è convinto poi che il parcheggio di via Goletta sia in ogni caso mal collocato: «E’ ai margini del quartiere di San Giusto. Quindi non serve ai suoi abitanti che come compenso beffardo a questa opera inutile si vedranno privati anche della Lam Rossa». Secondo il consigliere comunale infatti «non si è tenuto conto che la gente del quartiere usa in massa la Lam per andare in centro».
Odorico Di Stefano, consigliere della maggioranza con Riformisti per Pisa, dice: «Perché funzioni il parcheggio del Pisamover va inserito in un piano unico della viabilità di Pisa intesa come area metropolitana, altrimenti dovremmo aspettare il raddoppio dei passeggeri del Galilei affinché si riempiano quei 1.400 posti auto. Ora si devono stringere accordi con tutti i centri abitati della Fi-Pi-Li e dell’Aurelia. Chi viene da Cascina e chi da Coltano o Livorno deve avere un vantaggio economico e di mobilità per lasciare l’auto in quei parcheggi».
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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