Sicurezza
Droga, 6 anni alla coppia che usava le “ovulatrici”
PISA. È cominciato tutto con quella donna di 67 anni fermata in aeroporto a Pisa. Una nonna convinta a fare da “ovulatrice” per raggranellare qualche soldo, da corriere della coca. La fermarono i...
PISA. È cominciato tutto con quella donna di 67 anni fermata in aeroporto a Pisa. Una nonna convinta a fare da “ovulatrice” per raggranellare qualche soldo, da corriere della coca. La fermarono i cani anti droga al gate degli arrivi. È stato l’inizio, la fine l’operazione “San Miguel”, arresti, mandati di cattura internazionali, una rete di personaggi che dalla Colombia, attraverso la Spagna e l’Olanda, sono arrivati a toccare Roccastrada. Lì, i militari delle fiamme gialle, coordinati dal pm Giovanni Porpora, arrestarono i gestori di un traffico di droga con base proprio in Maremma. Ieri quei due, marito e moglie, sono stati condannati dal gup Elsa Iadaresta. Gianluca Deiana, 36 anni, originario della Sardegna, e Vera Castro Daliris Evoly, 27 anni, dominicana ma da vent’anni in Toscana, ritenuta la mente dell’organizzazione, dovranno scontare 6 anni. Li passeranno ai domiciliari. Erano loro il terminale italiano di una banda costituita da altre cinque persone. Quando furono fermati, un anno fa, con loro al Galiei c’era l’ovulatrice prescelta per il trasporto: Evelien Karin Schlebrowski, una donna di 67 anni di Rottherdam. Insieme ad una prostituta olandese scelta come corriere, ha patteggiato la pena (2 anni e 4 mesi con la sospensione condizionale e il divieto di dimora a Roccastrada). All’inizio disse di avere con sé solo hashish, ma le indagini hanno poi permesso ai militari di scoprire che il centro del traffico di cocaina era proprio nella casa di Roccastrada o un albergo a Grosseto, dove la coppia faceva espellere gli ovuli ai corrieri. I finanzieri hanno intercettato così almeno tre voli, due giunti a Pisa e uno a Roma. La coppia acquistava cocaina - per sé e per conto di altri acquirenti italiani - da persone di origine dominicana di base in Olanda e Spagna. Oltre a Deiana e Evoly, finirono agli arresti i corrieri e altre tre persone, fra cui Enriquez Marte, oggi detenuto a Sollicciano e condannato a 5 anni e 4 mesi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le ovulatrici riuscirono a portare in Italia almeno 8 chili di coca, ingoiando dai 40 ai 50 ovuli. Anche se ne è stato recuperato solo un chilo. «Abbiamo sbagliato - ammette Daliris Evoly dopo la lettura della sentenza - Io e mio marito non possiamo permetterci altri errori, abbiamo due bambini, uno di due e uno di otto anni. Adesso righeremo dritto, io vorrei poter trovare un lavoro, per questo speravo in una misura cautelare meno severa».
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