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Pisa

«Non ci riconosciamo più in questo partito»

«Non ci riconosciamo più in questo partito»

Quattro dirigenti si dimettono dai ruoli ricoperti in Forza Italia: Zito, Cuccu, Marianetti e Paladini

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PISA. «A seguito di un’attenta analisi dell’attuale scenario politico abbiamo deciso di rassegnare le dimissioni dai ruoli da noi ricoperti in Forza Italia». L’annuncio arriva da quattro ormai ex esponenti forzisti: Giacomo Zito, responsabile regionale formazione Fi; Luca Cuccu, coordinatore regionale giovani; Cecilia Marianetti, coordinatore provinciale giovani; Lorenzo Paladini, coordinatore comunale giovani Pisa.

«Questa decisione - spiegano - nasce dalla totale assenza di una linea politica coerente con i principi ed i valori fondativi del movimento che per anni abbiamo rappresentato. Uscita dall’euro o circolazione di una doppia moneta, lotta alla globalizzazione, sostegno alle corporazioni (tassisti su tutti), più spesa sociale, più deficit (inutile prenderci in giro, la sovranità monetaria ha il solo scopo di finanziare privilegi e clientele), protezionismo, ecc. Questi sono i motivi per cui un liberale non può più sentirsi rappresentato da una forza politica che sta diventando lepenista, sempre più schiava della mera ricerca del consenso. Ormai l’obiettivo di questo centrodestra è stare unito per vincere, quando a nostro avviso l’obiettivo dovrebbe essere trovare una formazione adatta a governare bene il Paese».

«Noi non molleremo - proseguono - e continueremo a difendere e diffondere le nostre idee, soprattutto ora che c’è un vuoto politico importante. Manca una forza politica in grado di coniugare la necessaria rigidità sul tema dell’immigrazione e la salvaguardia dell’identità culturale dell’Occidente con una proposta economica e sociale di tipo liberale e liberista. Vogliamo un centrodestra serio, di stampo anglosassone, che si riveda in Reagan e nella Tatcher, non nei no global lepenisti, socialisti travestiti che ancora non hanno capito di esserlo».

«A differenza di lecchini e opportunisti che cambiano partito con la speranza di poltrone e ruoli - concludono - noi decidiamo di sederci in panchina, di non aderire ad altri soggetti politici esistenti. Speriamo in questo modo di dare una grande lezione a tutti quei politicanti che negli ultimi anni hanno cambiato più casacche che mutande. Noi lasciamo tutto solo per difendere le nostre idee».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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