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«Un tunisino con la sciabola nel mio bar»

PISA. «La situazione è disastrosa. Spaccio e risse ad ogni ora del giorno e della notte. Non sembra neanche di stare in Italia. Lo Stato è assente». Benedetta Ferrigni ha aperto un anno fa l’enoteca...

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PISA. «La situazione è disastrosa. Spaccio e risse ad ogni ora del giorno e della notte. Non sembra neanche di stare in Italia. Lo Stato è assente». Benedetta Ferrigni ha aperto un anno fa l’enoteca “Barrique” in via Domenico Cavalca e non usa mezzi termini per descrivere il contesto in cui lavora. «Gestisco il locale insieme ad un’altra donna e sicuramente non ci sentiamo sicure, specialmente all’ora della chiusura. La zona è mal frequentata e la presenza di rivenditori di alcolici a bassissimo prezzo non aiuta». Ferrigni si riferisce ai minimarket «cresciuti come funghi negli ultimi anni e che non vengono controllati a sufficienza».

Secondo l’esercente occorrerebbero controlli più puntuali su queste attività commerciali e una regolamentazione dei prezzi. «Mi chiedo come possano rimanere aperte vendendo alcolici a pochi euro. Uno smercio che favorisce la presenza di persone poco raccomandabili da sobrie, figuriamoci da ubriachi - dice Ferrigni -. La scorsa estate una rissa coinvolse i tavoli fuori dal mio bar. Un tunisino estrasse una sciabola e chiamai il 112. Non venne nessuno neanche quando iniziarono a volare le sedie. Per poco non fu colpito un mio cliente. Ma episodi di illegalità e violenza accadono quotidianamente e nessuno fa nulla».

Ferrigni suggerisce anche un’altra sfaccettatura del problema del commercio low cost di bevande alcoliche: «È desolante vedere giovani, anche minorenni, in stato di incoscienza e accasciati per terra. Potrebbero essere i nostri figli. Mancano controlli e anche una consapevolezza dei rischi dell’assunzione di alcol - dice ancora -. E mentre noi paghiamo tasse salate e veniamo sanzionati al primo millimetro di suolo pubblico occupato in più, ci sono i venditori abusivi dotati di carrelli della spesa che vagano tranquillamente per il centro. È una vergogna. Per non parlare dei vicoli che sono dei vespasiani. È pazzesco». Per quanto riguarda il futuro del suo esercizio commerciale, Ferrigni dice: «Siamo al collasso. Cominciamo a pensare che sia stata una pazzia aprire un’attività commerciale in questa zona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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