La protesta
Cantiere-Sapienza nuova fine lavori il prossimo 31 ottobre
Più interventi del previsto dopo la rimozione dei libri In ritardo la parte Mibact, ora manca il via libera dell’Anac
PISA. La nuova data per completare i lavori al palazzo della Sapienza è il 31 ottobre prossimo. All’interno dell’Università contano di finire un po’ prima. Ma per ora lo dicono a bassa voce, memori degli slittamenti che già si sono verificati. E anche di un’altra incognita ancora in piedi: quello della doppia velocità di esecuzione degli interventi di consolidamento strutturale. Se per il 60% dell’edificio (quello di competenza dell’Università) il cantiere procede spedito, per il restante 40% (di competenza ministeriale, Mibact, incentrato sulla biblioteca universitaria-Bup) si rimane in attesa dell’ultimo nulla-osta.
Per cercare di appianare le evidenti differenze di esecuzione dei lavori, l’Università si era offerta di giocare tutta la partita. Anche quella ministeriale. Di conseguenza aveva chiesto il via libera per poter affidare l’intero cantiere al gruppo di imprese già impegnate nel palazzo. Lo stop era però arrivato dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. No, è stato detto in pratica, serve un’altra gara (ovvero tanti altri mesi di procedure burocratiche). Ora è stato fatto un nuovo tentativo, chiedendo sempre di incaricare lo stesso soggetto impegnato nei lavori di consolidamento, ma scorporando la parte relativa al successivo allestimento della biblioteca, che resterebbe a carico del ministero. E’ l’ok mancante, poi il cantiere si potrà allargare all’intero palazzo. E sarebbe il via alla variante 2.
In effetti una variante 1 c’era già stata e questo aveva subito comportato un allungamento dei tempi. «Non dimentichiamoci che la Sapienza è un edificio complesso, essendo l’unione di costruzioni differenti realizzate in epoche differenti e con sistemi differenti; e che aveva le sue problematiche strutturali ancor prima del terremoto del 2012», spiega il professor Walter Salvatore, prorettore all’edilizia, che ben conosce la materia essendo stato all’inizio della vicenda uno dei due tecnici incaricati di scrivere la relazione congiunta Unipi-Mibact.
«Facemmo una serie di rilievi - ricorda - per capire come intervenire. Peraltro in un edificio del genere e con la presenza dei libri della Bup non era sempre possibile fare indagini accurate. Poi sono iniziati i lavori, importanti e profondi. E’ stato rimosso il tetto esistente (ora tutte le strutture lignee sono nuove), è stata restaurata l’aula magna storica (con recupero dei vecchi affreschi) e intanto la Bup ha deciso di traslocare i libri. Tutte queste nuove situazioni hanno consentito di rilevare problematiche che prima non erano emerse. Da qui l’esigenza di varianti, con la numero 2 che ora comprende i lavori di consolidamento dell’intero edificio. Nel frattempo stiamo completando gli interventi della parte Ateneo, un percorso che l’Università sta conducendo con decisione per restituire la Sapienza alla città nel miglior modo possibile». Senza imprevisti, tra sette mesi.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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