Il Tirreno

Pisa

Tenta di rapinarla: subito libero

Mario Neri
Una immagine di archivio di piazza Dante
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Una immagine di archivio di piazza Dante

È accaduto in pieno giorno in piazza Dante. L’uomo, arrestato dai carabinieri, è stato rilasciato poco dopo

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PISA. L’ha strattonata, spinta, minacciata in pieno giorno, in una delle piazze più frequentate dagli universitari. Ha tentato di rubarle la borsa, di strappargliela di mano, ma lei è riuscita a difendersi, a reagire e a chiedere aiuto fino a far arrestare il suo aggressore. Eppure quell’uomo grande e grosso che s’è trovata di fronte a mezzogiorno era già libero dopo poche ore. Così una tentata rapina, uno dei tanti casi di scuola per il tipo di criminalità cittadina, da due giorni sta facendo scuola sulla linea adottata dalla procura a Pisa sui reati cosiddetti minori.

Succede tutto sabato 25 in tarda mattinata. La ragazza, una ricercatrice di 29 anni, sta camminando in piazza Dante, proprio dove stamani approda una nuova tappa del Caffè Tirreno. E a un certo punto, alle spalle, sente qualcosa che le afferra la borsa. È un nigeriano di 35 anni, che le intima di mollare la presa. Non lo fa, ma anzi urla e allerta un passante che chiama soccorsi. E proprio lì a due passi c’è una pattuglia dei carabinieri.

I militari arrivano a piedi e dopo un breve inseguimento bloccano l’aggressore. Ma dopo essere stato portato in caserma per l’identificazione e il foto segnalamento, viene subito scarcerato dai pm. Era successa la stessa cosa pochi giorni fa con uno spacciatore sorpreso in flagrante, e per la seconda volta in poche settimane, a cedere droga. Così la frase più ricorrente che circola da qualche tempo fra poliziotti e carabinieri è «noi li prendiamo, loro li liberano». Un’irritazione nei confronti della procura non sempre giustificata. La liberazione dell’arrestato infatti è prevista dall’articolo 121 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale. E il pm può applicarlo quando ritiene non ci siano le condizioni per disporre misure cautelari, di solito perché ci si trova di fronte a un reato che prevede una pena inferiore ai 3 anni, dunque emendabile con la condizionale. Ma non è un automatismo. C’è un margine discrezionale.

E chi lavora per arginare fenomeni di microcriminalità sempre più frequenti a Pisa talvolta intravede nella prassi dei pm un lassismo che, seppure cerchi di alleggerire da pratiche burocratiche uffici giudiziari già stracarichi di fascicoli, rischia di alimentare l’insicurezza percepita oltre che vanificare gli sforzi per arginarla.

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