Finanza
Ripulito l’ex centro di accoglienza
Occupato dallo scorso 8 marzo ora ospiterà donne in difficoltà
PISA. Dove c'erano i rifiuti, adesso sono sbocciati i fiori.
L'8 marzo prosegue a colpi di ramazza e pennello. Che hanno portato ad una completa riqualificazione della "Mala servanen jin", la Casa delle donne che combattono, il progetto nato nell'ex centro di prima accoglienza di via Garibaldi occupato, appunto, lo scorso 8 marzo al termine della manifestazione organizzata in occasione della giornata internazionale della donna.
A quindici giorni dalla "riapertura" dello stabile di proprietà comunale, chiuso e abbandonato nel settembre 2013 oltre che lasciato in pessime condizioni, sono state quasi ultimate le operazioni di pulizia e bonifica della struttura. «Ci sono volute oltre cinquecento ore di lavoro volontario e migliaia di euro in autofinanziamento per rendere nuovamente vivibile la struttura», sottolinea il nucleo di donne che due settimane fa ha occupato l'immobile. Bonificato da una ditta specializzata, ripulita dalle tonnellate di rifiuti che lo "popolavano" e ritinteggiata dalle volontarie e dai residenti che si sono uniti a quella che le occupanti definiscono una sfida: «trasformare un luogo pericoloso ed insalubre in uno vissuto». Dove, dal prossimo aprile, prenderà vita anche il progetto di accoglienza di donne in difficoltà: sfrattate, in emergenza abitativa, migranti o semplicemente donne con figli che non possono permettersi una casa del libero mercato.
La struttura di proprietà comunale ospiterà anche spazi sociali «in cui convergeranno i bisogni e le rivendicazioni delle donne», sottolineano le occupanti, che il prossimo 8 aprile, ad un mese esatto dalla "riapertura" della struttura di via Garibaldi, inaugureranno lo spazio riqualificato e ristrutturato con varie iniziative ed un incontro al quale parteciperanno le rappresentanti dello spazio antiviolenza autogestito romano "Centro donna L.i.s.a". All'inaugurazione seguirà una raccolta di mobili e arredamenti per attrezzare gli spazi della struttura che «dopo anni di abbandono - concludono le occupanti - ha ripreso vita e darà un tetto sicuro e dignitoso ad alcune donne in difficoltà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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