Italia
Picchiata e rapinata all’ospedale: 44enne a processo
L’anziana venne ricoverata per una commozione cerebrale l’uomo l’aggredì mentre fuggiva dopo un furto in corsia
PISA. Maria non ha fatto neppure in tempo ad accorgersene, adesso quasi non ricorda neppure di essere finita a terra ed essersi ritrovata circondata da persone e da infermieri. Ricorda di averlo visto uscire di corsa dalla porta del padiglione, un computer sotto braccio, i fili penzolanti, lo sguardo arrabbiato che si dirigeva verso di lei. Era metà dicembre, mezza mattinata.
Finì a terra dopo un colpo alla testa, finì in pronto soccorso, svenuta, con una commozione cerebrale, fratture costali e lividi un po’ dappertutto. Da ieri il suo aggressore è a processo per rapina aggravata, lesioni e furto. Luca Guerra, 44enne genovese, è in carcere da quel giorno, non era neppure la prima volta che rapinava qualcuno, alle spalle ha una sfilza di precedenti per raid simili.
Prima di travolgerla, aveva appena rubato un pc da un ambulatorio di uno degli edifici del policlinico, un infermiere se n’era accorto e lo stava inseguendo gridando “aiuto, un ladro un ladro!”. E lei semplicemente ebbe la sfortuna di trovarsi sulla sua strada. Lui si scagliò anche su di lei, afferrò la borsa e la fece cadere, ma Maria, 70enne, provò a reagire, a non mollare la presa. E quello forse fu un errore. Guerrà reagì come una furia e cominciò a colpirla, anche sulla testa, fino a farla cadere svenuta.
Venerdì 24 l’udienza di fronte ai giudici Luca Salutini, Donato D’Auria e Paola Giovannelli, è saltata, l’udienza rinviata al 10 maggio per un disguido. Il legale che lo difende aveva aderito allo sciopero indetto a livello nazionale contro il progetto di riforma della giustizia presentato dal Guardasigilli, Andrea Orlando, non ricordandosi che per gli imputati detenuti in carcere gli avvocati non possono astenersi dal lavoro. Il pm Sisto Restuccia sostiene che con l’anziana sia andato ben al di là dello scippo, ma che con la violenza abbia messo in atto una vera e propria rapina aggravata dalla violenza delle percosse.
Guerra, peraltro, durante l’interrogatorio di garanzia avrebbe ammesso le accuse sostenendo di averlo fatto per sopravvivere, nel tentativo di racimolare qualche soldo dal computer e dalla borsa.
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