Sicurezza
Malati di cancro c’è un percorso per evitare le fratture
PISA. Un percorso ambulatoriale multidisciplinare per evitare le fratture nei pazienti oncologici affetti da metastasi scheletriche, i quali sono esposti al rischio dei cosiddetti 'eventi scheletrici...
PISA. Un percorso ambulatoriale multidisciplinare per evitare le fratture nei pazienti oncologici affetti da metastasi scheletriche, i quali sono esposti al rischio dei cosiddetti 'eventi scheletrici secondari' o alle compressioni midollari. Lo ha varato l’Azienda ospedaliero-universitaria nell'Unità operativa di Ortopedia e traumatologia 1 universitaria diretta dal professor Michele Lisanti. Lo scheletro è infatti la terza sede di metastasi dopo fegato e polmoni e l'incidenza è destinata ad aumentare a causa dell'invecchiamento della popolazione. Negli anni si è verificato spesso che questi pazienti siano giunti dall'ortopedico a frattura ormai avvenuta e sia stato necessario sottoporli ad intervento chirurgico in condizioni non ottimali. Questo si è tradotto in un aumento delle complicanze sia durante che dopo l’operazione, con conseguente riduzione della loro aspettativa e qualità di vita. Proprio per evitare tali esiti a Pisa è stato istituito questo percorso multidisciplinare per individuare e valutare le lesioni a rischio di frattura, in particolar modo ad arti inferiori, bacino e colonna vertebrale, ed evitare quindi - intervenendo precocemente - complicanze maggiori per il paziente, conservandogli per quanto possibile la sua autonomia e riducendo i costi aggiuntivi alla spesa sanitaria.
Anche perché oggi, grazie ai progressi delle terapie, i pazienti con metastasi scheletriche non sono più considerati terminali e quindi è fondamentale non esporli al rischio di probabili complicanze scheletriche, intervenendo per tempo sulle lesioni. Molte di queste possono essere anche trattate chirurgicamente con tecniche mini-invasive. Anzi, se vengono identificate e trattate precocemente, si possono evitare interventi di cosiddetta 'chirurgia maggiore' che prevedono la stabilizzazione o la sostituzione con protesi del segmento scheletrico interessato.
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