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Pisa

in consiglio comunale

Petrucci lascia l’assemblea cittadina

Petrucci lascia l’assemblea cittadina

L’addio dopo 14 anni di battaglie. Nel suo futuro, forse, l’Abetone

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PISA. Meno politica a palazzo, più sul campo. Diego Petrucci di "Noi Adesso Pisa" (Nap) lascia la carica di consigliere comunale perché non riesce ad "onorare" i molteplici impegni del consiglio comunale non conciliandosi più con la sua professione di avvocato e con gli impegni familiari. Non lascia la politica ed anzi rilancia con una probabile candidatura a sindaco dell'Abetone. Al tempo stesso, mantiene la sua carica di coordinatore di "Terra nostra" per Giorgia Meloni. Ed anche su Roma, per Petrucci, qualcosa si muoverà.

Il mosaico di una parte del centro destra, si ricompone con una nuova compagine che si chiamerà "Noi adesso Pisa-Fratelli d'Italia" che vede spalla a spalla Maurizio Nerini e Filippo Bedini.

Il magone, Petrucci, non lo nasconde anche perché a Palazzo Gambacorti c'è stato 14 anni. «Chi si loda, si imbroda - dice Petrucci - ma sono convinto che se Pisa avesse accolto alcune proposte mie e della lista, sarebbe stata una città migliore». Le proposte di Petrucci sono state ad esempio, quelle di riappropriarsi degli spazi abbandonati come la casa cantoniera sull'Aurelia. «Per anni - ricorda Petrucci - mi è stato detto che era impossibile, la casa era occupata da spacciatori magrebini. Noi volevamo farci la sede e la palestra dei Satiri, poi la sede per club di canottaggio e un bar. Poi all 'improvviso arriva un camion per bonificare tutto e fare spazio a nuovi profughi». Altre battaglie, sono state per la mobilità. «Il People Mover ce lo avevamo già. Si doveva investire sulla tratta ferroviaria già esistente e che collega l'aeroporto alla stazione centrale, e San Rossore fino a Campaldo» dice l'ex consigliere. E poi ancora, il degrado alla stazione centrale dove Petrucci voleva traslocare i mercatini che si fanno in Logge di Banchi. «Siamo stati i primi in consiglio comunale, ancor prima del Renzi nazionale, a proporre il bonus bebè, quello occupazionale e per le famiglie, con tanto di copertura delle spese» rivendica Petrucci che se lascia lo scranno di Palazzo Gambacorti, non molla l’agone politica ed anzi detta alcune “leggi” o indicazioni sulle prossime elezioni amministrative. «Il candidato a sindaco di Pisa per il centro destra deve essere estraneo alla vita politica di questi ultimi tempi o deve emergere da primarie. Altrimenti, penso di interpretare il volere della lista, non ci sarà alcun accordo con noi». Petrucci candidato a sindaco tra boschi, piste da sci, e mirtilli? Può essere, da sempre frequenta e conosce l'orografia fisica e politica dell'Abetone. «Non confermo e non smentisco» dice Petrucci. Tradotto: sì, si candiderà. Nerini aggiunge: «Di Filippo Bedini dico solo tre cose: è leale, serio e di grande esperienza. Con lui daremo ancora più battaglia nelle sedi opportune. Tra noi e Fratelli d'Italia non c'è mai stato uno screzio o una visione diversa di dove deve andare questa città». Bedini, amico di Petrucci dalle scuole elementari, riconosce che «le battaglie di Diego sono state le mie e viceversa. Entrambi vediamo questa città come una fiction dove il sindaco fa inaugurazioni spot ad opere spesso inutili e solo di facciata così come è di facciata l'accoglienza che Pisa propone». Leonardo Sbrana di Nap, aggiunge: «Petrucci starà meno nelle sale del palazzo e più sul campo».

Carlo Venturini

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di Redazione web