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Migranti-impresari c’è un progetto per sostenerli

Migranti-impresari c’è un progetto per sostenerli

PISA. Il lavoro come strumento di integrazione sociale. La Società della salute della zona pisana (Sds), il Comune di Firenze e il Comune di Prato uniscono le forze e, attraverso un progetto della...

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PISA. Il lavoro come strumento di integrazione sociale. La Società della salute della zona pisana (Sds), il Comune di Firenze e il Comune di Prato uniscono le forze e, attraverso un progetto della Regione Toscana, collaboreranno per sostenere l'avvio di aziende guidate da immigrati e facilitare l'inserimento degli stranieri regolari nel mondo del lavoro. È partito ieri Melt 2 (acronimo di "migranti e lavoro in Toscana"), il progetto regionale finanziato con circa 3 milioni di euro dal ministero del Lavoro con risorse europee (fondi Fei), promosso in collaborazione con la Cna di Pisa. «Il progetto - spiega Sandra Capuzzi, presidente della Società della salute - vede in campo tre enti diversi tra loro e questo contribuirà a creare un dialogo e un meccanismo di collaborazione virtuoso tra varie istituzioni, coinvolgendo anche il terzo settore e i centri per l'impiego con lo scopo di trasformare i problemi che potrebbero nascere dai flussi migratori in virtuosismi». Stessi strumenti e stessi obiettivi da perseguire a livello regionale attraverso una suddivisione della Toscana in tre macroaree: il Comune di Firenze coordinerà il progetto anche per le province di Arezzo e Siena; il Comune di Prato estenderà la propria competenza ai territori di Lucca, Empoli e Pistoia, mentre la Sds pisana si occuperà della Toscana costiera (oltre Pisa anche Livorno, Massa Carrara, Grosseto e Viareggio). Melt 2 rappresenta la seconda fase del progetto di «sostegno per la creazione di un sistema regionale toscano per l'integrazione delle politiche sociali e delle politiche attive del lavoro». «La prima esperienza - prosegue Capuzzi - ci ha insegnato che per riuscire nell'intento è fondamentale il coordinamento e l'integrazione fra politiche sociali e del lavoro: da qui vogliamo ripartire, facendo conoscere e approfondendo quest'approccio in tutta la Toscana costiera». A Pisa e provincia le imprese a titolarità immigrata (130 in totale) affiliate alla Cna rappresentano circa il 5% del totale delle aziende, il 37% delle quali opera nel settore delle costruzioni, il 14% in quello del benessere e della sanità, il 12% nei trasporti e oltre il 9% nella cosiddetta "produzione" (meccanica, legno, mobili e arredamento). Un dato che segue il trend nazionale, che conta circa 500.000 aziende guidate da stranieri (oltre il 9% del totale). La comunità di imprenditori immigrati più numerosa nella provincia di Pisa è quella albanese (26%) seguita da quella rumena (13%) e da quella svizzera, "impegnata" soprattutto nelle attività ricettive. «Un dato, quest'ultimo - prosegue Capuzzi -, che deve farci riflettere sui flussi migratori e superare alcuni pregiudizi legati all'immigrazione». Melt 2, rivolto ad immigrati regolari e già inseriti sul territorio, mira anche a rafforzare le politiche di esportazione della Toscana: dove è più forte la presenza di imprese gestite da stranieri, più alta è infatti la percentuale di export verso i Paesi di origine degli imprenditori. «Questo percorso - commenta Matteo Giusti, presidente della Cna di Pisa - non va ostacolato, ma anzi favorito in una logica di semplificazione che riguarda tutte le imprese, quale che sia il luogo di nascita del titolare».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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