Il dolore
Carte false per avere le case dell'ex marito: condannata a 4 anni
Pisa: accusata di aver contraffato i documenti presentati al notaio
PISA. «Il legale mi aveva assicurato che il ricorso era pendente in Cassazione e non ho ricevuto atti o altre informazioni». Una giustificazione che non basta a riaprire i termini e consentire alla condannata di ricorrere alla Suprema Corte dopo che la sentenza di appello a 4 anni, in conferma del primo grado a Pisa, era diventata definitiva. Barbara Castiglioni, 61 anni, non solo si è vista respingere il ricorso dichiarato inammissibile, ma dovrà anche pagare 2mila euro alla cassa delle ammende.
Se l'avvocato non ha impugnato la sentenza di appello, nonostante la rassicurazione data alla cliente, i giudici di legittimità nulla possono in tema di accoglimento del ricorso. Resta, quindi, la condanna a 4 anni inflitta il 20 aprile 2012 dal Tribunale di Pisa per concorso in furto continuato aggravato, falsità materiale e ideologica commessi il 19 ottobre 2006 in città. Nel ruolo di parte offesa l'ex marito al quale venne rubato un assegno di 50mila euro oltre a ottenere, con una firma falsa davanti a un notaio, la procura per gestire immobili per quasi tre milioni di euro. Dagli atti sequestrati nel corso delle indagini, partite dopo la querela dell'ex marito dell'imputata, si scoprì che la patente dell'uomo usata come documento di riconoscimento per gli atti dal notaio pisano e per la procura a trasferire i beni alla donna aveva la foto di un'altra persona, un uomo che sarebbe andato dal notaio al posto dell'ex coniuge della Castiglioni. E che avrebbe firmato gli atti sostituendosi al proprietario degli immobili.
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