Sicurezza
Picchiati a colpi di bastone mentre lavorano, ma finiscono sotto processo
Pisa: titolare e dipendente di un’autofficina querelati da due macedoni per lesioni: la lite scoppiata per un "invito" ad allontanarsi dopo aver subìto diversi furti
PISA. Un assalto in officina a colpi di bastone. Titolare e dipendente costretti a farsi medicare in ospedale. Ma nella lite, scoppiata per uno sguardo, quelli che si ritenevano aggrediti sono stati denunciati dagli aggressori. Erano in quattro quella mattina del 13 ottobre 2015 nel piazzale dell’Autoduomo in via Scornigiana a Ospedaletto. Uno scontro verbale tra due italiani e due macedoni degenerato in pugni e bastonate. Con il titolare (bastonata al gomito sinistro e alcuni punti di sutura per un totale di 15 giorni di referto) e l’operaio della ditta (occhio nero, il collare e un'ecchimosi al sopracciglio destro per 15 giorni di prognosi) in ospedale e poi in questura. Lo stesso percorso fatto dai due slavi domiciliati in uno dei campi nomadi a ridosso della zona industriale. Alla fine, per effetto delle querele incrociate, tutti e quattro sono stati rinviati giudizio per lesioni personali aggravate, minacce e ingiuria (nel frattempo il reato è stato depenalizzato).
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Si tratta di Asan Mustafov, 45 anni e di Bajram Shukri, 23, entrambi difesi dall’avvocato Rolando Rossi, del titolare dell’autofficina, Francesco Tucci, 40 anni e dell’operaio Lorenzo Messia, 36, entrambi di Sant’Ermete, assistiti dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio.
L’episodio aveva un contesto che non è cambiato granché da quel giorno. La zona industriale era ed è martoriata dai furti. E anche l’Autoduomo aveva avuto i suoi danni per le incursioni dei ladri. Esasperazione legittima quella proprietà e del personale. E così quando viene visto un furgone che gira nel piazzale dell’Unieuro, rallenta e chi sta dentro muove la testa come se volesse vedere bene tra le auto in sosta, la reazione di chi sta nella ditta diventa guardinga.
All’epoca Francesco Tucci raccontò al Tirreno di quella lite finita in ospedale: «La sera prima avevo segnalato alla polizia la presenza di gente strana nei dintorni della ditta. Da tempo subiamo furti. Non solo noi, anche altre attività. Detto questo, stamani (ieri mattina, ndr) abbiamo visto un furgone bianco aggirarsi in zona. I due sopra sembrava guardassero tra le auto mentre erano nel piazzale della Unieuro. Poi si sono presentati davanti alla mia officina. A quel punto Lorenzo è uscito. Uno dei due si è rivolto con fare minaccioso a Messia: "Cosa c...o stai guardando". Al che Lorenzo gli ha risposto che avevamo subìto diversi furti di cerchioni ed era meglio che se ne andassero. I toni sono saliti e dal furgone è sceso il più giovane. Aveva una specie di bastone. Sono uscito per dividerli, ma anziché fermarsi quei due ci hanno assalito e picchiato. È ovvio che ci siamo difesi, ma i primi a partire sono stati loro. Chiedo solo di lavorare con tranquillità. Ma ormai da tempo non è più possibile». Ora c’è anche il processo.
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