La manifestazione
Caso ponte, carabinieri nei Comuni
Dopo la Provincia i militari cercano negli uffici tecnici i documenti per risalire alla proprietà dell’opera
SAN GIULIANO TERME. Un’indagine esplorativa per acquisire dati, documenti e paternità progettuali. Una ricognizione per ora cartacea con la richiesta di nomi e responsabilità dei settori che si occupano di patrimonio e lavori pubblici.
La Procura ha affidato ai carabinieri l’inchiesta per capire a chi appartenga il ponte di Ripafratta, dalla cui rampa - versante Filettole - è schizzata come un missile la Passat con tre romeni a bordo finita nel Serchio dopo aver distrutto una trentina di metri di parapetto fatto di pioli in cemento e tondini arrugginiti. Che il ponte sia figlio di nessuno è evidente dalle condizioni in cui si trova. Tubi Innocenti a coprire falle lungo le spallette, pioli consumati dal tempo e con le armature a vista.
Dopo gli uffici della Provincia, i militari si sono presentati nei Comuni di Vecchiano e San Giuliano Terme. Il giro di orizzonte includerà anche Genio civile, Anas, Demanio con un quesito a cui trovare una risposta che gli enti, oltre alla prefettura, in anni passati e recenti non sono stati in grado di dare: a chi spetta la manutenzione del ponte?
Per riannodare i fili di un caso da antologia burocratica, cieca e sorda in questo caso, gli investigatori dovranno studiare documenti e corrispondenza riferiti alla vicenda del ponte che ha attirato l’attenzione della magistratura dopo la tragedia di domenica scorsa con tre persone, da 26 a 31 anni, decedute nel volo in acqua.
La velocità è una componente che resta la principale causa di una perdita di controllo dell’auto, da parte del conducente ancora da identificare, per spiegare un salto del genere. Dal punto di “decollo” con le spallette azzerate a quello di impatto nel fiume ci sono almeno una quarantina di metri.
Il resto è solo dolore con i tre corpi (Lucian Cristea, 31 anni, Marius Nicolae, 31 anni e Cristian Mircea 26 anni) trasferiti a medicina legale in attesa della decisione del magistrato sull’eventuale autopsia.
Chi ha visto le spallette ricostruendo la dinamica dello slancio con volo in acqua, esclude che un parapetto diverso e robusto avrebbe potuto fermare la corsa della Volkswagen Passat. Ma l’incidente ha messo, comunque, al centro di un’indagine della Procura la competenza su quel ponte.
I Comuni di San Giuliano Terme e Vecchiano da anni chiedono per lettera e con incontri allargati a chi appartiene l’infrastruttura la cui distruzione è contenuta in uno studio della Provincia del 2005. Nella prudenza di scelte che poi potrebbero ritorcersi contro chi le ha adottate, gli investimenti sulla sicurezza sono rimaste nel limbo delle buone intenzioni. I Comuni frenati dal timore di spendere soldi per un’opera di altri - rischio di danno erariale - e le riunioni senza conclusioni per arrivare a capire chi deve fare cosa. Ora ci prova la Procura con un’accelerazione innescata da tre morti.
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