Gioco
Pd, 86 circoli al voto nei congressi locali in vista delle primarie
PISA. Adesso la sfida sarà soprattutto quella dei tempi. Ottantasei circoli al voto di qui al 2 aprile, una media di sei sezioni al giorno chiamate alle urne del partito. «Il Pd pisano - dice il neo...
PISA. Adesso la sfida sarà soprattutto quella dei tempi. Ottantasei circoli al voto di qui al 2 aprile, una media di sei sezioni al giorno chiamate alle urne del partito. «Il Pd pisano - dice il neo segretario provinciale Massimiliano Sonetti - ha ricominciato a camminare». Da ieri infatti i Dem hanno cominciato la loro maratona flash per il congresso. In quattordici giorni i 5.058 iscritti della provincia dovranno esprimere la propria preferenza sul nuovo segretario nazionale, e cioè se riconfermare Matteo Renzi alla guida del Nazareno o affidarne il timone ad Andrea Orlando o addirittura all’eretico Michele Emiliano. E proprio a Pisa, dove il renzismo non ha mai attecchito come in altre zone della Toscana, la commissione di garanzia presieduta da Giancarlo Lunardi ha chiesto che i congressi nei circoli non si riducessero al solo momento del voto. «Per regolamento ogni rappresentante dei tre candidati - spiega Lunardi - avrà un quarto d’ora di tempo per illustrare la mozione, ma non ci si dovrà limitare a questo. Abbiamo stabilito che, prima del voto, si apra un dibattito di minimo un quarto d’ora». Non è semplice burocrazia di partito. Proprio l’erosione del dibattito che avrebbe prodotto un congresso veloce è stato uno dei nodi-chiave (almeno sulla carta) su cui si è consumata la scissione, una delle rivendicazioni più calde dei TtR (Tutti tranne Renzi), fontanelliani, rossiani, lettiani, insomma le truppe anti-rottamatore che si riunirono a fine febbraio alla stazione Leopolda proprio per invocare una discussione interna. Quella discussione ci sarà, assicura Sonetti. I congressi nei circoli non si ridurranno ad un mero atto formale, e soprattutto non sarà una chiamata per cooptazione, con i soli dirigenti locali impegnati nel dibattito sulle mozioni in una stanza e il popolo Dem a imbucare un nome in un’altra. «Il voto - dice Lunardi - avverrà nella stessa stanza in cui ci sarà il dibattito». E sebbene il risultato nei circoli potrebbe non risultare decisivo (si decide tutto alle primarie il 30 aprile, quando i gazebo del Pd saranno aperti anche ai non iscritti), sarà fondamentale per fotografare i rapporti di forza del partito in provincia. Dai congressi nei circoli usciranno infatti i nomi di 280 membri della convenzione, ai quali sarà poi affidata il 5 aprile l’elezione dei 12 delegati provinciali dell’assemblea provinciale.
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