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il movente

«L’uccisione della moglie come soluzione dei problemi»

PISA. Un matrimonio tenuto in piedi per convenienza, un’amante desiderosa di uscire dall’ombra e un timore: perdere il patrimonio in caso di separazione. Per il gup Elsa Iadaresta è il movente che...

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PISA. Un matrimonio tenuto in piedi per convenienza, un’amante desiderosa di uscire dall’ombra e un timore: perdere il patrimonio in caso di separazione. Per il gup Elsa Iadaresta è il movente che ha spinto Antonio Logli a uccidere la moglie Roberta Ragusa diventata “un ostacolo”. Lo scrive nelle motivazioni depositate sabato e consegnate alle parti ieri mattina.

Non è tenero il giudice sull’elettricista della Geste. Un giudizio opposto quando descrive la figura di madre e moglie di Roberta Ragusa. «Roberta è stata una donna che ha vissuto con grande dolcezza e senso di responsabilità il suo ruolo di moglie e di madre – si legge –. E ci ha creduto in quel matrimonio che, per lei, ha rappresentato il coronamento dei suoi sogni di ragazza e la sua realizzazione personale ed anche lavorativa. E ci ha creduto a lungo e forse troppo. Anche quando sono emersi, in maniera inequivocabile, i segni tangibili del tradimento perpetrato dal marito il quale, diversamente da lei, invece aveva smesso di crederci, mantenendo in piedi - unicamente per ragioni di convenienza - un matrimonio che ormai per lui era solo una farsa».

Aveva l’amante in casa, sottolinea il gup, e il suo unico pensiero ero quello di non farsi scoprire dalla moglie.

«Logli non è solo un bugiardo ma è anche un uomo arido e calcolatore – prosegue il giudice –. Una persona che antepone le proprie esigenze a quelle di chi gli sta attorno. Lo ha fatto con la moglie, tradendola nel modo peggiore e per così tanti anni; lo ha fatto con Sara, approfittando della sua giovane età e della sua fragilità emotiva, per tenerla legata a sé così tanto tempo senza prometterle mai realmente una prospettiva di vita insieme assumendosi la responsabilità di porre fine legalmente alla sua unione con la moglie; e quel che è peggio, lo ha fatto anche con i suoi figli». Il giudice è dell’avviso che Logli «incurante del dramma silenzioso vissuto dai suoi ragazzi, ha ulteriormente mortificato le loro speranze di rivedere tornare un giorno la madre nel momento in cui, dando prova di grande insensibilità, ha portato a vivere con sé la sua amante».

Alla fine «una separazione avrebbe avuto delle grosse ed inevitabili ricadute sia in termini patrimoniali che lavorativi. L'uccisione di Roberta ha costituito senza ombra di dubbio la scellerata soluzione di tutti i problemi che da tempo assillavano l'imputato e che, in quel frangente, sono diventati per lui tragicamente pressanti».(p.b.)

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