Il Tirreno

Pisa

Cabine protette e agenti sui bus

di Danilo Renzullo
Cabine protette e agenti sui bus

I sindacati rilanciano le richieste dopo l’ultima aggressione ai danni di un autista della Ctt Nord

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PISA. Cabine chiuse e protette, telecamere, tornelli e agenti in borghese. I sindacati degli autoferrotranvieri, Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal, denunciano «la grave situazione e i pericoli a cui quotidianamente il personale della Ctt Nord è esposto» e presentano la lista di quelle che definiscono «misure necessarie» per far fronte ad aggressioni e minacce a cui vanno incontro conducenti e verificatori e prevenire gli innumerevoli borseggi e furti che spesso trasformano i passeggeri nei bersagli di vere e proprie bande di malintenzionati. L'ultimo episodio di violenza che ha costretto un autista della compagnia che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara a ricorrere alle cure del pronto soccorso dopo l'aggressione subita giovedì scorso nei pressi di Piazza dei Miracoli, fa nuovamente scattare l'allarme. E i sindacati, dopo le innumerevoli richieste degli anni scorsi, tornano a rivendicare misure straordinarie per la sicurezza degli utenti e dei lavoratori, chiamando in causa l'azienda e la prefettura. «Quello della scorsa settimana non è stato un episodio sporadico - sottolineano Paride Antonelli, Giuseppe Caporaso e Fabrizio Genovesi, rispettivamente rappresentanti della Filt-Cgil, Fit-Cisl e Faisa-Cisal -. Siamo di fronte ad un grave problema di ordine pubblico che, come tale, va affrontato. Negli ultimi anni - proseguono i rappresentanti dei lavoratori - c'è stata una totale indifferenza della prefettura nei confronti delle organizzazioni sindacali. Per questo chiediamo di essere ascoltati al più presto, anche per suggerire alcune misure per cercare di risolvere nell'immediato il problema sicurezza».

Tra queste l'installazione sugli autobus di cabine di guida totalmente chiuse e protette per evitare l'apertura da parte di persone estranee e possibili aggressioni all'autista; tornelli anti-evasione all'ingresso che, oltre al controllo automatico della validità dei titoli di viaggio, potrebbero funzionare anche come deterrente per la salita di malintenzionati, e la presenza di personale delle forze dell'ordine in borghese sulle linee e nelle fasce orarie più a rischio. Misura, quest'ultima, adottata in via sperimentale qualche anno fa - dopo un'escalation di aggressioni, borseggi e atti vandalici - che, secondo i sindacati, «ha prodotto ottimi risultati e che andrebbe replicata anche in maniera stabile». Strumenti anti-violenza da accompagnare all'installazione di una rete di videosorveglianza di bordo per permettere l'individuazione di eventuali aggressori e malintenzionati. La stessa che il presidente della Ctt Nord ha indicato come «necessaria» attribuendo al mancato accordo sindacale lo slittamento dell'accensione delle telecamere già installate su quasi tutti gli autobus. «Concordiamo che gli impianti di videosorveglianza possono essere di aiuto, ma occorre precisare che le telecamere non sono ancora state installate (sono presenti solo quelle di controllo per l'entrata e l'uscita dei passeggeri) e che per il loro funzionamento non occorre un accordo sindacale, ma basta attenersi alle normative esistenti», concludono i sindacati che chiedono inoltre di collocare delle telecamere anche nella zona partenze del terminal della Sesta Porta, luogo dove spesso si consumano furti e borseggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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